L'appello lanciato dai volontari che hanno in carico l'apertura Resta il nodo della tutela il sito rischia l'allagamento Nola. L'allarme era stato lanciato ieri dal nostro giornale: il villaggio preistorico, uno degli esempi meglio conservati risalenti all'Età del Bronzo, non avrebbe riaperto. Il motivo? La mancanza di fondi per la gestione finora garantita da un gruppo di volontari. Ma la Provincia raccoglie l'appello del presidente di Meridies e promette: impegneremo noi i fondi necessari a tenere aperto il sito archeologico. Ad assicurare impegno e risorse è Antonella Basilico, assessore provinciale ai Beni culturali: «Con il presidente Riccardo Di Palma creeremo le condizioni per assicurare l'apertura della struttura per questo scorcio del 2006 e per tutto il 2007. Quello della completa fruibilità dei beni culturali della provincia di Napoli - spiega ancora l'assessore Basilico - è una delle priorità a cui tengo di più». E a dirsi «felice della soluzione prospettata» è il presidente dell'associazione culturale Meridies: «Ci fa piacere che il nostro grido d'allarme - sottolinea Angelo Amato De Serpis - sia stato raccolto. La Provincia si è impegnata a sostenere gli sforzi che costantemente mettiamo in campo per sottrarre le capanne dall'oblio. Speriamo che da ora in poi non ci si dimentichi più di questo gioiello dell'archeologia». Nessun settembre nero dunque per il villaggio dell'Età del Bronzo che sorge in una zona alla periferia dell'antica città di Nola dove avrebbe dovuto sorgere un centro commerciale. Fu proprio durante i saggi per la realizzazione della struttura - il territorio di Nola è sottoposto a vincolo archeologico e il parere della sovrintendenza è imposto per ogni intervento edilizio - che il villaggio venne alla luce. Domenica prossima le porte dell'area resteranno ancora chiuse ma non si esclude che tra quindici giorni le visite settimanali potranno riprendere. Martedì intanto è attesa la visita dell'assessore Basilico che ieri stesso ha avviato l'iter burocratico che concretizzerà l'impegno assicurato dalla Provincia di Napoli. Tirato un sospiro di sollievo per la paventata chiusura ai visitatori del complesso archeologico resta l'apprensione per lo stato in cui versano i reperti. Se infatti le idrovore sistemate, grazie alla collaborazione della Gori (la società che gestisce le risorse idriche in città), hanno evitato che le capanne affondassero sotto i metri di acqua provenienti dalla falda acquifera circostante, resta il problema dei rivoli che stanno scavando veri e propri solchi intorno ai calchi delle abitazioni a forma di ferro di cavallo realizzate degli uomini della preistoria. Il nodo della conservazione di un tesoro che ha «resistito» all'eruzione vulcanica e alla successiva alluvione resta dunque ancora da sciogliere. Il progetto messo a punto dalla sovrintendenza archeologica di Napoli, oltre che alla valorizzazione guarda con attenzione anche alla salvaguardia dell'insediamento. Ma per questo bisognerà attendere ancora.
Nola. La Provincia trova i soldi il villaggio non chiuderà
Il villaggio preistorico di Nola, uno degli esempi meglio conservati risalenti all'Età del Bronzo, è stato chiuso per la mancanza di fondi per la gestione. Il presidente di Meridies ha lanciato un appello e la Provincia di Napoli ha promesso di impegnarsi per tenere aperto il sito archeologico. L'assessore provinciale ai Beni culturali, Antonella Basilico, ha affermato che la Provincia si impegnerà a sostenere gli sforzi per la conservazione del villaggio. Il villaggio è stato scoperto durante i saggi per la realizzazione di un centro commerciale e il territorio è sottoposto a vincolo archeologico.
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