Un tempo avevamo le picconate di Cossiga, oggi abbiamo le spacconate di Sgarbi, alle quali «La Stampa» ha dedicato ampi spazi. Sgarbi mi ricorda quel generale dell'esercito americano che, in coma dal 1962, dicono si sia risvegliato nel '94 chiedendo se Kennedy aveva dato l'ok per l'attacco nucleare contro l'Unione Sovietica. L'assessore, neo della cultura Milanese, sembra vivere fuori dal tempo e dalla storia, dotato di poche informazioni e le poche che possiede costruite su misura per le sue idee. Accusa me e l'istituzione torinese della quale sono direttore artistico di non capire nulla, in genere, e in particolare nulla di arte contemporanea. Secondo Sgarbi l'arte contemporanea è di sinistra, noi di destra, poi rettifica, io solo maldestro. Da che parte Sgarbi sta osservando la realtà? Arrivando da Firenze, Venezia è a destra ma arrivando da Zurigo è sulla sinistra. Mi pare stia girando in tondo confondendo le direzioni. Un caso di dislessia politica e culturale. Comunque decida se l'arte contemporanea gli interessa o meno e faccia sapere. Decida quando vorrà iniziare a fare l'assessore sul serio, interrompendo le repliche teatrali de «La sindrome del dottor Tourette». Decida se non sia il caso di potenziare e valorizzare i musei della città dove lo hanno chiamato ad asserire. Per ora ha fatto solo una piazzata ai sovrintendenti di Brera, scomodando anche il ministro Rutelli. Non volevano dargli il «Cristo morto» del Mantegna per la «sua» mostra a Mantova. Accontentato dice che finalmente quel capolavoro lo vedranno centinaia di migliaia di persone, non solo i quattro gatti di Brera. Magari anziché spostare il capolavoro, poteva provare a spostare un po' di pubblico da Mantova a Milano, facendo il miracolo della moltiplicazione dei gatti. Il compito di un assessorato è anche quello di far fruttare, culturalmente, i propri beni, non solo sfruttarli per far pubblicità ai propri funzionari o, se le due cose coincidono, a se stessi. Nessuna lezione a Sgarbi, lui s'impara da solo, anzi insegni a noi qualcosa. Che rapporto c'è fra Mantegna e Botero o fra Bramantino e Kostalji? Tutti artisti che ha studiato bene, con i quali ha lavorato, sta lavorando e lavorerà. Direttore artistico della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo