Il critico vuole portare la Madonna col bambino a Mantova e l'Accademia non vuole BERGAMO La vicenda si riassume in poche righe. Vittorio Sgarbi, presidente del comitato organizzatore della mostra che si terrà a Mantova, dedicata ad Andrea Mantegna nel cinquecentenario della morte, chiede all'Accademia Carrara di Bergamo in prestito cinque opere. La Pinacoteca risponde affermativamente per quattro di queste, negando il trasferimento del dipinto la "Madonna col bambino" perché lo stato della tela non lo consente. Sgarbi non accetta il rifiuto e polemizza dichiarando che l'opera è in buone condizioni e che gli era stato assicurato un sì di massima. Dalla Carrara la secca smentita. Volano parole grosse, viene chiamato in causa il sindaco Roberto Bruni che prima sostiene d'essere all'oscuro della questione e poi non si oppone al trasferimento, ma chiede garanzie scritte sul ritorno a casa dell'opera senza danneggiamenti. Dopo le tensioni con Milano sul "Cristo Morto" per la concessione a Mantova del quadro conservato al Brera, Vittorio Sgarbi punta Bergamo e dichiara di dare battaglia per il no della Carrara, un no confermato, nero su bianco, dalla Direzione generale per i beni culturali di Roma. A complicare la vicenda il fax del Ministero che è arrivato nelle mani del presidente del consiglio d'amministrazione dell'Accademia Carrara, Willy Zavarit, il 29 agosto con data di invio 25 agosto. Il documento che avrebbe chiuso prima del nascere il match tra i due protagonisti della querelle è giunto per errore negli uffici sbagliati, quelli dell'Accademia (la scuola d'arte) e non della Pinacoteca. Poco male. Cinque giorni sono bastati a portare sotto i riflettori un'opera ai più sconosciuta. E come spesso capita sono spuntati i curiosi, improvvisati intenditori che vogliono ammirare il dipinto, oggetto della contesa. Un gran baccano che a conti fatti fa bene alla mostra evento di Mantova e alla Carrara rimasta a lungo segregata a luogo di culto dell'arte di provincia con poche occasioni da prima pagina. Successo dell'operazione. Uno dei più grandi artisti del quattrocento come il Mantegna ora è sulla bocca di tutti. A Bergamo se ne parla persino al bar, naturalmente dopo le ultime sull'Atalanta. In questi giorni i visitatori della Pinacoteca guarda caso si fermano con particolare interesse davanti al quadro la "Madonna col bambino". Lo si osserva con attenzione e si sprecano commenti. 1a parola fine però non è stata ancora scritta sulla vicenda. Come accaduto a Milano dove il "Cristo morto" dopo l'intercessione di Rutelli è stato alla fine prestato a Mantova, non si esclude il medesimo epilogo anche per Bergamo. In tal caso il dipinto giungerà nella città virgiliana con la coda della polemica che è un'ottima ed efficace pubblicità più di migliaia di manifesti affissi. E dalla provincia di Bergamo partiranno persino pullman di comitive per ammirare le opere in mostra e soprattutto quella de Berghem. Quella che si potrebbe più facilmente raggiungere facendo due passi in città. E pensare invece che sono veramente pochi i bergamaschi che hanno varcato almeno una volta le porte dell'Accademia Carrara.
Questioni di arte. Lite Sgarbi - Carrara. E Bergamo si accorge del Mantenga
Il presidente del comitato organizzatore della mostra Andrea Mantegna a Mantova, Vittorio Sgarbi, chiede in prestito a Bergamo l'opera "Madonna col bambino" per la mostra. L'Accademia Carrara di Bergamo accetta per quattro opere, ma rifiuta il trasferimento della "Madonna col bambino" a causa dello stato della tela. Sgarbi polemizza e chiede garanzie scritte sul ritorno dell'opera senza danneggiamenti. Il sindaco di Bergamo, Roberto Bruni, sostiene di essere all'oscuro della questione, ma poi non si oppone al trasferimento. Il Ministero dei beni culturali di Roma conferma il rifiuto della Carrara.
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