MILANO «Io non ho offeso nessuno. Vogliono tenersi il "Cristo Morto" di Mantegna in cucina? Facciano pure, ritirerò la domanda, se lo tengano! Vogliono il rilancio di Brera e dicono che portando l'opera a Mantova si depaupera la Pinacoteca? Benissimo, allora, perché quando hanno saputo delle celebrazioni del quinto centenario della morte del pittore non hanno organizzato qualcosa loro per valorizzarsi e valorizzare i quadri? Non lo hanno fatto, invece! Mentre io ho solo formulato la richiesta di spostamento a Mantova, così come richiesto- mi da Rutelli e come era mio dovere fare. Non ci pensano, a Brera, che chi andrà a visitare Mantova si indignerà per l'assenza del dipinto e se ne chiederà il perchè? Benissimo». E veramente irritato Vittorio Sgarbi, assessore alla cultura, per le polemiche scoppiate di recente circa il traferimento del capolavoro a Mantova, spostamento che, secondo l'opinione di alcuni, potrebbe danneggiare il quadro. Per rispondere ha preso giorni fa carta e penna spiegando che la tela non corre rischi di sorta. E a dargli man forte, ieri, si è espresso anche Enrico Voceri, presidente di Palazzo Tè e ospite della mostra, che si è fatto garante delle condizioni di sicurezza che tutelerebbero il Mantegna di Brera nella sua città. «Abbiamo - ha addirittura sottolineato Voceri in una nota scritta - sul fronte della sicurezza un primato assoluto, non essendosi mai riscontrati danneggiamenti o alterazioni delle conservazione delle opere d'arte da noi esposte». Così Sgarbi prosegue, illustrando ulteriormente le sue motivazioni. «L'effetto del mio preteso intento provocatorio è stato che direttamente da Palazzo Tè sono arrivate garanzie di assoluta sicurezza durante il trasporto e la mostra anche per evitare eventuali provocazioni e vandalismi che l'eco della polemica può avere suscitato. Vorrei sottolinare, inoltre, che è assodato che i capolavori subiscono molti più attentati e danni nei musei che li ospitano abitualmente che durante i prestiti e che questa è una certezza assodata». Ad avviso di Sgarbi, il Mantegna non corre alcun rischio di danneggiamento né nel trasferimento né durante l'antologica mentre sottolinea che, in un altra occasione la stessa Pinacoteca ha concesso il prestito di un'opera ben più delicata - il Polittico di Gentile da Fabriano - proprio nelle Marche senza sollevare problemi. «lo non ho richiesto lo spostamento alla mostra del Cristo Morto - riprende Sgarbi- per volontà di potenza ma per curare come mio dovere e come mi era stato domandato, la buona riuscita di un'iniziativa che senza di lui sarebbe stata monca. E non vorrei doverla sospendere. Ma se proseguono su questo tono dico, se lo tengano, facciano come vogliono». La querelle, di fatto, è antica e riguarda sia la questione sulla movibilità delle opere d'arte sia problemi di competenza specifica sulle decisioni da prendere: nel caso di specie cittadino se l'autorizzazione sia dell' assessorato o della sovrintendenza. Ma a amareggiare Sgarbi c'è anche l'opposizione della Cà d'Oro di Venezia a prestare a Palazzo Tè il San Sebastiano di Mantegna di recente restaurato e quindi in ottimo stato. Il piede con cui parte Mantova non è, decisamente, ancora quello giusto.
Sgarbi: Il Mantegna? Se lo tengano pure
L'assessore alla cultura Vittorio Sgarbi ha risposto alle critiche per il trasferimento del "Cristo Morto" di Mantegna a Mantova, affermando che la tela non corre rischi di danneggiamento durante il trasferimento e la mostra. Sgarbi ha anche sottolineato che i capolavori subiscono più danni nei musei abitualmente che durante i prestiti. Ha anche affermato che la Pinacoteca di Brera ha concesso il prestito di un'opera più delicata senza sollevare problemi. Sgarbi ha anche criticato l'opposizione della Cà d'Oro di Venezia a prestare il San Sebastiano di Mantegna a Palazzo Tè.
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