PARLA LA NEO NOMINATA COMMISSARIA PER I PRESTITI DELLE OPERE D'ARTE Acidini comunque ammette che in casi 'straordinari sono possibili anche eccezioni «La priorità è la conservazione» Tra i vari componenti della commissione per i prestiti delle opere d'arte, formata dal presidente Emiliani e «da sette personalità di elevato prestigio», come afferma il comunicato diffuso martedì dal ministero per i Beni e le Attività culturali, c'è anche Cristina Acidini, soprintendente dell'Opificio delle pietre dure di Firenze. A lei abbiamo rivolto alcune domande anche in vista dell'ormai certa investitura come successore di Antonio Panlucci alla guida del Polo Museale di Firenze. Soprintendente Acidini, quale sarà il suo ruolo in questa commissione? Devo capire fino in fondo il mandato di questa commissione perché gli organi, per stabilire se le opere d'arte possono viaggiare o meno, esistono già. So che dovremo dettare delle linee guida e per questo è stata messa insieme una commissione composta di esperti di varie materie. Quali criteri utilizzerete per stabilire queste linee guida? Dal momento che la commissione ancora non si è riunita, io posso parlare a titolo personale. Per le opere d'arte, a mio avviso, esistono due ordini di riflessione. Il primo è legato alla conservazione. Se un'opera è ben conservata e può viaggiare, le sue condizioni possono permettere uno spostamento limitato, entro certi limiti e in certe condizioni di sicurezza. Per altre questo criterio può non valere. La conservazione, lo ribadisco, è per me una priorità. Il secondo ordine di riflessione è legato all'opportunità del prestito. Che può avere valenza locale, nazionale o internazionale. Si tratta di una valutazione più politica che tecnica, dettata da parametri diversi che vanno stabiliti e che si risolvono caso per caso. Esistono opere escluse dal prestito a priori? Non sono in grado di stabilire adesso la linea guida che la commissione vorrà dare a questo problema. Certo è che in alcuni musei si possono stabilire delle opere che non devono essere oggetto di prestito se non in condizioni di dimostrata eccezionalità. Ad esempio, per me, il Tondo Doni e la Primavera di Botticelli non sarebbero prestabili. Certo, se le suddette condizioni di dimostrata eccezionalità si verificassero... Ad esempio ieri (l'altro ieri per chi legge, ndr) ho parlato al telefono con il ministro Rutelli e lui mi ha posto il quesito: "E se una cosa la chiede Bush? Che si fa?". Io gli ho risposto: "Ci si può pensare". Si può pensare a un nucleo di opere che non si possono allontanare dai musei che li custodiscono, salvo casi di eccezionalità. Quindi anche lei "sposa" la tesi del direttore degli Uffizi, Natali, di spingere il ministero a indicare chiaramente quali opere possono essere prestate e quali no? Anche Natali, come me, fa riferimento ad accordi tra musei internazionali. Ma comunque si può sempre scegliere... Tra un mese guiderà il Polo Museale Fiorentino. Nella commissione, per ovvie ragioni, non c'è alcun responsabile di polo museale. Ciò significa che tra quattro settimane il suo incarico diverrà incompatibile col suo nuovo ruolo in soprintendenza? Forse i motivi per cui sono stata scelta dal ministro sono legati al fatto che sono una storica dell'arte, che equivale e un vero e proprio riconoscimento dopo molti anni trascorsi a fare questo lavoro. Ci sono comunque delle regole standard da rispettare e poi mi autoregolamenterò, come fa ogni persona pensante. La nuova commissione non avrà potere decisionale, ma solo un ruolo consultivo per il Consiglio Superiore per i Beni culturali presieduto da Salvatore Settis, convinto assertore dei criteri conservativi. Com'è il rapporto tra lei e Settis? E un rapporto non consuetudinano, ma di stima reciproca. No, il rapporto con Settis non mi preoccupa, bensì mi conforta, perché anche per lui il primo valore è la conservazione.
Intervista. Acidini: Tondo Doni e Primavera non sarebbero prestabili
La commissione per i prestiti delle opere d'arte, formata dal presidente Emiliani e da sette personalità di elevato prestigio, compresa Cristina Acidini, soprintendente dell'Opificio delle pietre dure di Firenze, ha come priorità la conservazione. La commissione esisterà per stabilire linee guida per il prestito di opere d'arte, considerando la conservazione e l'opportunità del prestito. Acidini ritiene che la conservazione sia una priorità assoluta e che esistano opere escluse dal prestito a priori, come il Tondo Doni e la Primavera di Botticelli. La commissione non avrà potere decisionale, ma solo un ruolo consultivo per il Consiglio Superiore per i Beni culturali.
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