«L'Annunciazione? a deciso Rutelli da solo» Il soprintendente Paolucci ha aggiunto un altro «tassello» al puzzle delle polemiche sui prestiti delle opere d'arte. «L'Annunciazione di Leonardo da Vinci non dovrebbe andare a Tokyo. Fosse dipeso da me, non l'avrei prestata» ha detto a il Giornale della Toscana, rivelando i retroscena della vicenda: «L'ambasciatore italiano in Giappone, Bova, ha trattato direttamente, e scorrettamente devo dire, con Rutelli. a ottenuto il préstito e basta». Da parte sua la neo-commissaria Acidini afferma che «Tondo Doni e Primavera non sarebbero prestabili». Un caso che scotta. Il prestito dell'opera di Leonardo, conservata agli Uffizi, da 40 giorni è al centro di una querelle La nuova apposita commissione si sovrappone ad organi già esistenti Il prestito dell'Annunciazione di Leonardo da Vinci alla mostra «Primavera italiana a Tokyo» è come un grosso puzzle che ogni giorno si arricchisce di un nuovo, importante tassello. L'ultimo, in ordine di tempo, lo ha messo il Soprintendente per il Polo museale di Firenze, Antonio Paolucci, che afferma di essere stato "bypassato" dallo stesso ministro Rutelli e accusa apertamente l'ambasciatore italiano a Tokyo, Mario Bova, di aver agito "scorrettamente". - Paolucci lo ha detto a il Giornale della Toscana durante un'intervista che aveva per tema la nomina degli otto «saggi» della commissione per i prestiti delle opere d'arte. Oltre a Andrea Emiliani (già ispettore onorario per la didattica dei musei del Patrimonio artistico e storico nazionale del ministero per i Beni e le attività culturali), ne fanno parte Cristina Acidini (Soprintendente dell'Opificio delle pietre dure di Firenze), Carlo Giantomassi (restauratore), Paolo Liverani (docente associato di Scienze dell'Antichità presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università di Firenze); Massimo Montella (esperto in museologia dell'Università di Macerata); Gianni Romano (del Dipartimento di Discipline Artistiche, Musicali e dello Spettacolo dell'Università di Torino); Michele Trimarchi (IULM Milano) e Massimo Vitta Zehnan (presidente gruppo Skira). Della commissione non fa parte Paolucci: se da una lato la cosa può sorprendere, dall'altro è perfettamente in sintonia con i moli del gruppo di esperti. Professore, che ne pensa di questa commissione di "saggi"? Sono persone che sono nomi prestigiosi dell'università e c'è anche Zelman, del gruppo Skira. Non ci sono e non ci devono essere i diretti interessati, i prestatori, come Paolucci, Spinoza, Strinati etc... Non ci sono coloro che prestano e che possono essere messi sotto pressione o comunque contestati. Infatti, ci si chiedeva perché Paolucci non era entrato nella commissione... Perché no. Perché sono io quello che presto. Deve essere una commissione terza rispetto ai soprintendenti prestatori. Ad esempio Cristina Acidini, in quanto direttore dell'Opificio delle Pietre Dure, non ha quadri da prestare, ma solo competenze tecniche sulla conservazione delle opere. E se tra un mese Cristina Acidini prende il suo posto qui in via della Ninna, che cosa accadrà? Beh...vedremo. Per ora è corretto che sia così. Come reputa la funzione di questa commissione: importante, non importante, marginale? Anche perché non ha poteri decisionali... L'unico problema è che si sovrappone alle competenze del Comitato di Settore. Per cui ritengo che la prima cosa che questa commissione deve fare è collegarsi a quell'organo che già esiste. L'istituzione della commissione è intimamente legata alle polemiche sul prestito dei quadri di Mantegna, ma è scaturita in seguito alla sua dichiarazione di "prestabilità" dell'Annunciazione di Leonardo... No, io non l'ho dichiarata affatto. La cosa è stata decisa direttamente dal Ministro. Ho detto che il quadro, dal punto di vista strettamente tecnico, per lo stato conservativo, potrebbe essere prestata. Ho fatto presente a Rutelli, quando è venuto qui, quello che significava prestare un'opera dei genere, le reazioni che ci sarebbero state. Io non l'avrei prestata fosse dipeso da me. L'ambasciatore d'Italia a Tokyo Bova ha trattato direttamente, e scorrettamente devo dire, con Rutelli. a ottenuto il prestito e basta. Vittorio Sgarbi ammette la "prestabilità" di tutte le opere escludendo quelle con problemi conservativi. Lei che ne pensa? C'è un livello di élite, di opere identitarie di ogni museo che è opportuno non prestare. Non farei mai delle prescrizioni assolute, però è il buon senso che consiglia la prestabilità o meno. Ci sono opere che in effetti diminuiscono in modo vistoso il museo, le cosiddette opere identitarie, che si identificano nel museo. Per fortuna gli Uffizi e i fiorentini ne hanno tante, non una sola... Tornando alla Commissione, come giudica il livello del gruppo messo insieme? Eccellente. Sono tutte persone che conosco da anni. Quindi è stata una scelta oculata? Sì, diciamo che ce ne potevano essere altre, ma su queste persone non ho obiezioni su nessuna. «a deciso direttamente Rutelli, dopo la richiesta di un ambasciatore»
Paolucci: L'opera di Leonardo non dovrebbe andare a Tokyo. Fosse dipeso da me non sarebbe mai uscita dagli Uffizi
Il prestito dell'Annunciazione di Leonardo da Vinci alla mostra Primavera italiana a Tokyo è al centro di una querelle. Il soprintendente per il Polo museale di Firenze, Antonio Paolucci, afferma di essere stato "bypassato" dallo stesso ministro Rutelli e accusa apertamente l'ambasciatore italiano a Tokyo, Mario Bova, di aver agito "scorrettamente". Paolucci ha detto che l'Annunciazione non dovrebbe andare a Tokyo e che l'ambasciatore Bova ha trattato direttamente con Rutelli per ottenere il prestito. La commissione per i prestiti delle opere d'arte, composta da esperti di università e musei, ha deciso di non prestare l'opera.
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