Roma. Come una forma di parmigiano, un paio di scarpe o un bel vestito. L'Annunciazione di Leonardo dovrebbe essere trattata così secondo i piani del ministro Francesco Rutelli. Il titolare dei Beni culturali ha infatti dato il via libera al prestito della pala al Giappone. L'opera dovrebbe diventare il pezzo forte della "Primavera italiana" di Tokyo, una sorta di fiera per promuovere l'immagine del Bel- paese attraverso il made in ltaly, sia quello contemporaneo che, a quanto pare, quello storico. L'idea però non piace agli esperti che, dopo giorni di polemiche, sono arrivati a minacciare un sit-in contro il trasferimento, che esporrebbe il capolavoro leonardesco a troppi pericoli. La decisione definitiva era stata comunicata da Rutelli alcuni giorni fa, in occasione della partecipazione alla rassegna "Cortina Incontra", ed è stata presa è stato spiegato in accordo con il Soprintendente al polo museale fiorentino, Antonio Paolucci. «Celo ha chiesto spiegò Rutelli il governo giapponese per quella che sarà la più grande mostra del Giappone e questo è un sacrificio che andava fattcm. Ma lo stesso Paolucci, in un'intelvista al Giornale della Toscana, ha smentito il suo assenso, precisando anzi che «l'Annunciazione non dovrebbe andare a Tokyo». Il soprintendente aggiunge, quindi, di «non aver affatto dichiarato la prestabilità» e che «la cosa è stata decisa direttamente dal ministro. L'ambasciatore d'Italia a Tokyo, Mario Bova, ha trattato direttamente, e scorrettamente devo dire, con Rutelli. a ottenuto il prestito e basta. o fatto presente a Rutelli prosegue quello che significava prestare un'opera del genere, le reazioni che ci sarebbero state. E poi ancora «se fosse dipeso da me dice Paolucci io non l'avrei mai prestata». Sulle posizioni del soprintendente al polo museale fiorentino anche Antonio Natale, direttore degli Uffizi, sede stabile dell'Annunciazione. «Ci sono opere è il commento di Natali che di per sé si autoescludono dal prestito». Tra queste lo storico cita il Tondo Doni, i lavori di Botticelli e, appunto, l'Annunciazione. - E sull'ipotesi del prestito "eccezionale" interviene anche uno dei massimi studiosi dell'artista di Vinci, il professor Carlo Pedretti dell'Università della California, Los Angeles, e direttore dell'Hammer Center for Leonardo Studies che in questi mesi soggiorna in Toscana per la mostra, questa sì un'occasione culturale, "La mente di Leonardo". E Pedretti a minacciare l'organizzazione del sit-in di protesta per impedire il volo dell'Annunciazione in Oriente. Idea provocatoria a cui si associano molti altri studiosi di Leonardo. «Sono pienamente d'accordo con Natali spiega Pedretti l'Annunciazione non va spostata, è una delle opere più importanti di Leonardo e degli Uffizi, è certamente patrimonio artistico del mondo intero, ma precisa essendo eseguito su una tavola di legno, supporto sensibilissimo alle variazioni atmosferiche, non può permettersi un viaggio del genere». Uno sguardo va poi ai pericoli specifici di questo momento storico: «Di questi tempi aggiunge lo studioso i rischi di un trasporto aereo sono aumentati, anche a causa della minaccia di attentati. Non esisterebbe polizza assicurativa in grado di restituire al mondo un'opera del genere. Per questi motivi ribadisce Pedretti un simile prestito è fuori discussione, la politica non può prevalere sulle questioni culturali, lo escludo totalmente e aggiunge se sarà necessario non esisterò a fare un sit-in davanti agli Uffizi con un cartello con su scritto "L'Annunciazione di Leonardo non deve uscire di qui"». Sulla inopportunità del viaggio-si è pronunciato anche Vittorio Sgarbi, per il quale «questo prestito non è conveniente da più punti di vista. Quella giapponese non è una mostra solo su Leonardo, ancora aggiunge non esiste reciprocità di scambio; che cosa hanno promesso i giapponesi all'Italia per avere l'Annunciazione?». Il dipinto, proveniente dal Convento di San Bartolomeo di Monteoliveto (Firenze) , entrò agli Uffizi nel 1867 con l'attribuzione al Ghirlandaio. Solo dopo annidi studi si è giunti alla definizione della paternità leonardesca, confermata anche in alcuni particolari da studi preliminari come il disegno per il braccio dell'angelo (conservato a Oxford) o da esami ad hoc (radiografici e riflettografici). secondo alcuni studiosi, invece, il disegno preliminare e la prima stesura della tavola non sono interamente riferibili a Leonardo, ma da ricercare all'interno della bottega del Verrocchio. «Questo dipinto continua Pedretti rappresenta una delle produzioni giovanili di maggior rilievo dell'artista che ci lavorò molto lentamente. a rappresentato e continua a rappresentare spiega ancora lo studioso una viva occasione di studio e di scoperta sul mondo di Leonardo, basti pensare a tutta la serie di studi sulla prospettiva che ha generato l'osservazione delle figure e del paesaggio della tavola». Impensabile che l'Annunciazione si muova anche per lo studioso e direttore del museo ideale di Leonardo da Vinci, Alessandro Vezzosi, che ricorda: «Quando si decide su di un prestito prosegue si deve aver a cuore la salvaguardia dell'opera, certamente, ma si deve si deve guardare anche al motivo culturale che giustifica il prestito. L'arte merita rispetto, non c'è ragione di strumentalizzarla per ragioni economiche, motivi di marketing, o prestigio personale. Per ragioni di marketing è meglio scrivere un romanzo alla Dan Brown. Per il grande pubblico e per lo scopo divulgativo della mostra di Tokyo conclude basterebbe esibire una copia ben fatta».
"Pronti ai picchetti per difendere L'Annunciazione"
Il ministro dei Beni culturali Francesco Rutelli ha dato il via libera al prestito della pala "L'Annunciazione" di Leonardo da Vinci al Giappone. L'opera dovrebbe diventare il pezzo forte della "Primavera italiana" di Tokyo, una sorta di fiera per promuovere l'immagine del Bel-paese attraverso il made in Italy. Tuttavia, gli esperti hanno espresso le loro preoccupazioni, minacciando un sit-in contro il trasferimento, che esporrebbe il capolavoro leonardesco a troppi pericoli. Il soprintendente al polo museale fiorentino, Antonio Paolucci, ha smentito il suo assenso al prestito e ha affermato che l'Annunciazione non dovrebbe andare a Tokyo.
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