Che «Anitona» non tornerà più, lo sapevano da tempo. Ma che Fontana di Trevi, monumento «doppio» (settecentesco e all'indotto felliniano), sia diventata il suk più esteso di Roma, questo lo hanno realizzato più lentamente. Sta di fatto che, ieri, i commercianti sulla piazza, compatti, hanno deciso di rivolgersi all'amministrazione, denunciando che «Fontana di Trevi è diventata una Corte dei Miracoli». Certo, la «Corte» rischia di esplodere da tempo. E così anche il miracolo (commerciale) sarebbe «andato» per sempre. Soffocato da folla, accattonaggio e casi umani, mimi, centurioni, comparse e cacciatori di centesimi. Insomma, per dirla tutta: «E una situazione che si trascina da anni, ma nell'ultimo perinodo è diventata più pesante. In passato - dice uno di loro, anonimamente - abbiamo tentato di richiamare l'attenzione delle istituzioni ma non abbiamo ottenuto nulla». Stavolta però hanno deciso di riprovarci, accantonando i dubbi. Qualcuno di loro magari, comincia a chiedersi quanto a lungo ancora potrà lavorare se la piazza continua a macinare i numeri di dieci altri monumenti messi assieme. Forse nella protesta di ieri confluiscono anche timori del genere. E, forse anche il malcontento di alcuni commercianti rimasti senza autorizzazione ad occupare il suolo pubblico. Sta di fatto che, sulla questione «Fontana di Trevi» è stato prontamente fissato un incontro in Campidoglio, con ll sindaco, il neo assessore al commercio Gaetano Rizzo e il presidente del primo municipio (al suo secondo mandato) Giuseppe Lobefaro. L'appunta mento è per lunedì prossimo. Chi vive a Fontana di Trevi torna a chiedere un presidio di forze dell'ordine, durante l'intera giornata. Perfino i vigili urbani della piazza, nei giorni scorsi, avevano alzato le mani: "Siamo pochi e a piedi non ce la facciamo. C'è anche un piccolo presidio di polizia in borghese che agisce per proprio conto. Ma per farcela davvero in un posto così servirebbero più mezzi". Una roulotte dei carabinieri presidiava Fontana di Trevi durante il Giubileo. Ma chiusa la Porta Santa, la roulotte ha rimesso in moto per sempre. Dicono i commercianti che sulla piazza più assediata del Centro (in cima alla «hit» degli scorci degradati da quando, un anno fa, il sindaco è intervenuto su piazza Navona) è diventato rischioso anche ribellarsi. Tra vendite abusive, accattonaggio, accattonaggio minorile più ogni sorta di commmercio improvvisato, assicurano, sono cresciuti borseggio e paura. «Abbiamo visto crescere questi fenomeni. E ovvio che qualcuno porta qui i piccoli borseggiatori e i mendicanti disabifi e noi abbiamo paura» denuncia uno di loro. Dice un altro: «Anni fa iniziai una campagna di sensibilizzazione contro il degrado della piazza. giorni dopo fui aggredito sotto casa, davanti al mio negozio». Mentre come racconta la proprietaria di un'altra attività: «Il paradosso è che molti hanno la licenza benché si tratti di merce contraffatta e illegale. Si tratta di concorrenza sleale nei nostri confronti ma i controlli questo punto sono insufficienti». Su questo almeno, sembrano tutti d'accordo.