L'udienza si terrà a novembre, ma giudici e pm lavoreranno inutilmente II cuoco, che aveva confessato il reato, si era offerto di lavorare gratis per il Comune Il danneggiamento del Biancone, la scultura simbolo di piazza della Signoria, finirà con una beffa. L'autore, il cuoco Claudio Salvadori, 29 anni, pur avendo confessato di aver staccato la mano alla statua che Bartolomeo Ammannati scolpì tra il 1563 e il 1575, avrà la pena completamente condonata. L'amministrazione comunale, e quindi la città, che aveva la possibilità di utilizzarlo per qualche lavoro gratuitamente, non lo potrà più fare. Salva-dori aveva, infatti scritto al sindaco: «Farò il cuoco gratis. O anche il volontario a tutela del patrimonio culturale di Firenze. Mi metto a disposizione dell'amministrazione comunale». Ma a questa raccomandata spedita il 1 febbraio Palazzo Vecchio non ha mai risposto. Il processo è ormai imminente. La prima udienza, già fissata, è stata sposata al 21 novembre. Il dibattimento si celebrerà lo stesso, ma il reato di danneggiamento aggravato prevede una pena da sei mesi a tre anni. E siccome l'indulto è di tre anni la pena sarà completamente cancellata. Il cuoco ha detto il suo avvocato Francesco Bevacqua ha fatto tutto quello che poteva fare: ha confessato il reato, ha subito inviato 3.000 euro all'amministrazione come anticipo del risarcimento, ha venduto la sua auto e il ricavato, duemila euro, lo ha spedito a Palazzo Vecchio, che ha accettato le somme. Poi ha scritto la raccomandata al sindaco offrendosi di lavorare gratis per il Comune. Insomma si è veramente dispiaciuto di essere salito la notte del 4 agosto 2005 sulla statua del Biancone per scattare una foto, facendo però rompere la mano al Nettuno. Carlo Bilioni il restauratore dell'Opificio delle Pietre Dure ne raccolse 31 frammenti, fra grandi e piccoli. Il 20 luglio, poco più di un mese fa, ma dopo un lavoro durato quasi un anno, la mano è stata riattaccata. E ora ha detto la direttrice dell'Opificio, Cristina Acidini è più forte di prima. Il restauro è stato finanziato grazie all'intervento di ben 23 sponsor i quali hanno sborsato quasi centomila euro. Il 31 gennaio, accusa e difesa, si erano presentati all'udienza preliminare, pronti a patteggiare una pena di sei mesi e 20 giorni di reclusione. Ma II gup disse di no, perché la pena era troppo mite e la sospensione condizionale bisognava meritarsela. Così il pm concluse l'inchiesta e Claudio Salvadori è finito a giudizio. Ma tra febbraio e oggi è arrivato l'indulto che ha cambiato tutto. L'assessore Siliani: «La possibilità di costituirci parte civile e chiedere il risarcimento rimane in piedi» «Carcere evitato, ma il fatto resta» L'assessore alla cultura di Palazzo Vecchio, Simone Siliani: «L'indulto evita il carcere, ma la ferita all'arte rimane» «L'indulto gli eviterà il carcere, ma il fatto di aver compiuto un grave danno al patrimonio culturale rimane». Così l'assessore alla cultura del Comune di Firenze, Simone Siliani, commenta l'eventualità che Claudio Salvadori, il cuoco di Empoli che ad agosto del 2005, per una bravata, danneggiò il 'Biancone' in piazza della Signoria, possa beneficiare dell'indulto. «L'eventualità che potesse finire in carcere ha spiegato Siliani non è mai stata per noi un motivo di soddisfazione, anzi. In ogni caso, anche con l'indulto, la possibilità di costituirci parte civile e chiedere il risarcimento dei danni rimane». Parlando della lettera che il cuoco ha inviato al Comune chiedendo di poter contribuire al risarcimento dei danni offrendo gratis il suo lavoro, Siliani ha spiegato che «la settimana prossima valuteremo la questione sia sotto il profilo politico che giuridico nel corso di una riunione cui parteciperanno il sindaco Leonardo Domenici e i nostri avvocati. Nel corso di quell'incontro ha aggiunto l'assessore Siliani valuteremo anche se costituirci parte civile o se concordare le forme di risarcimento». Infine, riferendosi ai danni subiti dal 'Biancone', l'assessore ha spiegato che «il costo del restauro si è aggirato intorno ai ventimila euro, ma il danno subito dal monumento non è quantificabile, perché, in ogni caso, la sua fragilità è aumentata». RESTAURO Un anno di lavoro, finanziato da 23 sponsor che hanno raccolto quasi centomila euro. Il cuoco, che ha venduto la sua auto, ne aveva versati cinquemila
Danni al Biancone. Processo beffa L'indulto cancella tutto
Il cuoco Claudio Salvadori, accusato di aver danneggiato il 'Biancone' in piazza della Signoria, potrà beneficiare dell'indulto e quindi non finire in carcere. L'indulto gli eviterà la pena, ma il fatto di aver danneggiato il patrimonio culturale rimane. L'assessore alla cultura del Comune di Firenze, Simone Siliani, ha detto che la possibilità di costituirci parte civile e chiedere il risarcimento dei danni rimane. Il restauro del 'Biancone' è stato finanziato da 23 sponsor che hanno raccolto quasi centomila euro. Il costo del restauro è stato di circa ventimila euro. Il cuoco ha confessato il reato, ha inviato 3.
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