La richiesta di Cacciari fatta propria dall'Ami Albergatori contrari «Pagano già abbastanza» La tassa del lusso in Sardegna, il ticket da 20 euro per le auto che transitano sulle Tre Cime, la «pollution tax» che Milano introdurrà l'anno prossimo per limitare lo smog in centro, Ztl a pagamento ferma-traffico a Bologna, da 1 a 5 euro alle Eolie nel 2007. E a Ferragosto, il botto: «Venezia non può sostenere spese per servizi imposte da quasi 20 milioni di turisti». Soluzione? Ticket turistico, firmato Massimo Cacciari. Incontro tra categorìe e Ca' Farsetti previsto il 6 settembre Ne è nato un dibattito estivo al calor bianco, tra prò e contro, che approderà presto al tavolo del governo a margine della stesura della Finanziaria 2007 (l'Anci ha chiesto autonomia impositiva per i Comuni in tal senso), dopo che lo stesso ministero per i beni culturali Francesco Entelli ha dato il proprio via libera: «Sono contrario a un ticket nazionale, perché in Italia i problemi sono molto divesi da un luogo ad un altro e le decisioni non possono essere centralistiche, ma dico sì alla scelta di far pagare una tassa da parte di ogni città in funzione dell'interesse del territorio». Intanto, a livello veneziano, su questi temi ci sarà un primo confronto istituzionale il 6 settembre, nell'incontro a tutto tondo - dal Carnevale ai servizi al turismo - tra il sindaco e le categorie. «I nostri clienti sono garantiti: paghiamo già noi per loro la tassa sui rifiuti, sulle caldaie, per la deratizza-zione, la musica», commenta Franco Maschietto, presidente degli albergatori, «ma mi chiedo cosa sia, se non sia già un ticket abbondante ed indiscriminato, far pagare 5 euro per ogni biglietto Actv». Tant'è, Cacciari ha articolato: «I grandi centri turistici hanno il problema di sostenere i costi di manutenzione e conservazione indotti dalle massicce presenze di ospiti: q questo avviene attraverso i trasferimenti dello Stato oppure ognuno interviene con strumenti di imposizione locale. Venezia a esempio, con l'urto di 20 milioni di turisti, pari a 50 mila presenze in più giornaliere, che usano i servizi, sporcano la città, non ce la può fare con la fiscalità ordinaria, né con il solo ticket sui bus turistici». Cosa questo significhi l'ha verificato direttamente ogni veneziano che sia stato ad agosto in città, presa d'assalto per settimane da una folla «carnevalesca» di visitatori giornalieri. Se non bastasse ci sono le statistiche di Vesta: ogni veneziano risulta produrre ogni anno 695 chili di rifiuti, 120 chili in più rispetto ad un napoletano o un milanese: evidente l'origine turistica della differenza. L'assessore al Turismo Augusto Salvadori chiosa: «Sono al 100 d'accordo con il sindaco, di fronte ad una presenza turistica tanto enorme in città, non si può fare altrimenti». Tant'è, a porre il primo distinguo è il Coda-cons, con il suo presidente regionale Franco Conte, per il quale serve non il ticket, «ma un numero contingentato di accessi a Venezia», sul modello delle salite programmate sulla Torre Eiffel. A schierarsi con Cacciari è invece il vicepresidente dell'Anci, Fabio Sturani, che avanza al governo richiesta ufficiale affinchè nella finanziaria 2007 si preveda la possibilità di imporre in autonomia tasse di scopo specificamente mirate a servizi aggiuntivi: «Non certo per penalizzare il turismo, ma per offrire migliori servizi turistici: le categorie non si spaventino». Cosa ne pensate? Dite la vostra a la Nuova via sms.
Ticket turistici, la polemica divide la città
Il ministro per i beni culturali Massimo Cacciari ha proposto un ticket turistico per Venezia per sostenere le spese di manutenzione e conservazione della città a causa della massiccia presenza di turisti. Il ticket sarebbe stato imposto alle auto che transitano sulle Tre Cime e alle Eolie, ma ora si propone di farlo anche per i turisti. Il sindaco di Venezia sostiene che la città non può sostenere le spese per i servizi imposte da quasi 20 milioni di turisti. L'Anci ha chiesto autonomia impositiva per i Comuni in tal senso. Alcune categorie, come gli albergatori, si sono opposte al ticket, affermando che già pagano tasse per i servizi.
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