I tanto promessi fondi per le spese correnti di Uffizi, Accademia, Cappelle Medicee e gli altri istituti del Polo museale fiorentino ancora non sono arrivati. Nonostante le rassicurazioni del soprintendente speciale Antonio Paolucci e dello stesso ministro Giuliano Urbani, irritati dalla notizia del mancato pagamento di 286.551,43 euro sollecitato dall'Enel, che minacciava la sospensione dell'erogazione di energia elettrica ai musei statali. Tutta colpa dei ritardi dovuti alla mancanza del regolamento di autonomia per i musei fiorentini, che tuttavia "potevano essere compensati con i meccanismi della contabilità speciale" come hanno dichiarato sia il ministro che il soprintendente. Fatture di fornitori e conti saldati, quindi, dopo due settimane? A quanto pare non è così. "Attingendo alla contabilità speciale, ossia fondi stornati da qualche restauro, per ora sono state pagate solo alcune quote delle bollette arretrate di Enel e Telecom. Ma per quanto riguarda invece le forniture fisse, il soprintendente ammette che resta uno scoperto notevole" dichiarano Enzo Feliciani della Uil e Giulietta Oberosler della Cgil funzione pubblica. I due rappresentanti sindacali hanno avuto ieri un incontro con il soprintendente Paolucci e il direttore amministrativo Giovanni Lenza. Un'occasione per far chiarezza anche su altri arretrati: sul ritardo dei pagamenti del personale. "Ci sono difficoltà a trovare anche i 260 mila euro per pagare a custodi e a dipendenti lperequazioni e i turni per gli straordinari - spiegano i due sindacalisti - I soldi sono stati promessi, ma i pagamenti forse slitteranno a gennaio. Sia il sovrintendente che il direttore amministrativo ci hanno detto che non hanno fondi neppure per pagare servizi urgenti come le operazioni di pulizia delle fosse biologiche e che quindi è a rischio anche la perfetta funzionalità dei servizi igienici, visto che la ditta fa pressioni per essere pagata dei conti pregressi". La notizia ha sollecitato battute scherzose tra i funzionari, racconta Feliciani: "Di fatto per ora la situazione che ci ha illustrato il sovrintendente è questa". In più devono essere saldati lutti i fornitori dl altri servizi, i muratori, gli Imbianchini, gli elettricisti che da tempo bussano alle casse della sovrintendenza. Oltre a tutti i restauratori che nel 2002 sono stati impegnati alle dipendenze della soprintendenza in lavori non sponsorizzati. Alla data di ieri, comunque, in cassa non risultano neppure i fondi ordinari 2002, accreditati in una lettera ricevuta dalla soprintendenza in data 14 novembre: ma l'iter che avvia l'arrivo dei soldi pari a circa 6 milioni di euro è una lunga via di passaggi burocratici e i ritardi sono comprensibili" come aveva commentato Paolucci. "Tuttavia il soprintendente Paolucci ci ha assicurato che prima di tutto i primi crediti saranno spesi per il personale e che cercherà di dilazionare i pagamenti dei fornitori. Insomma la pace sindacale gli sta più a cuore" spiega Feliciani, rincuorato dalle rassicurazioni ricevute ieri. Intanto fremono anche le ditte che aspettano i pagamenti arretrati: Leonetto Mugelli dell'impresa edile che da tre generazioni lavora per gli Uffizi si dice pieno di speranze. "Ancora non ho visto una lira, ma qualcosa si deve essere mosso dopo lo scalpore della bolletta dell'Enel, e sono in attesa fiducioso. Magari arrivano davvero per Natale". Stessa situazione accomuna le forniture dell'elettricità Masi Srl, di impianti idraulici MartiniC., i fabbri, e via dicendo.