FIRENZE. Ad Alberto Asor Rosa la telefonata, nella sua casa estiva di Monticchiello, piccolo borgo antico nel comune di Pienza, è arrivata intorno all'ora di pranzo. Dall'altro capo del telefono l'assessore regionale ai trasporti e all'urbanistica Riccardo Conti. Motivo della chiamata? «Ho voluto invitare Asor Rosa a partecipare il 15 settembre a Capalbio ad un confronto sulla buona urbanistica in preparazione del Pit, il piano integrato territoriale», spiega laconico Conti. Asor Rosa, 79 anni, professore emerito della Sapienza, il cui nome è rimbalzato sui giornali come uno dei candidati ad una poltrona di ministro nel governo Prodi, ha accettato l'invito. Conti e Asor Rosa. Un singolare duello di fine estate all'insegna della battaglia contro il degrado della Toscana. Il là lo ha dato l'intellettuale che dalle colonne del Tirreno ha lanciato l'allarme: la Regione e i Comuni si arrendono al turismo selvaggio, alle colate di cemento, alla costruzione di complessi edilizi che deturpano il paesaggio e ingrassano il portafoglio degli speculatori. «L'affare» Monticchiello. Asor Rosa questa situazione la conosce bene. A Monticchiello, un borgo medioevale di 200 abitanti, stanno per costruire un grande insediamento di 95 abitazioni, in vendita come seconde case soprattutto per i clienti di Roma. Una scandalosa speculazione edilizia, secondo Asor Rosa. Anche Conti è d'accordo: «Il nuovo insediamento di Monticchiello fa schifo». Ora sul fatto che l'insediamento contestato da Asor Rosa non sia un fiore all'occhiello sono tutti d'accordo. Persino il presidente della provincia di Siena, il diessino Fabio Ceccherini, è stato costretto ad ammettere che l'intervento, pur non essendo un ecomostro, come lo ha definito Asor Rosa, «presenta limiti qualitativi». Conti: «Ho le mani legate». La differenza di posizione tra Conti e Asor Rosa, così come è emersa anche nel colloquio telefonico di ieri, è sul passato. Che fare di Monticchiello e simili insediamenti sparsi un po' in tutta la Regione? Conti ha detto ad Asor Rosa di avere le mani legate: i poteri edilizi sono nelle mani dei Comuni e la Regione non può farci nulla. «Però ho anche detto ad Asor Rosa che con la nuova legge urbanistica l'intervento a Monticchiello non si sarebbe potuto realizzare con una semplice variante breve, ma sarebbe stato istruito in maniera più complessa, con il coinvolgimento della Regione». La Regione può fare di più. Una giustificazione che non sembra aver molto convinto Asor Rosa: «Io penso che la Regione possa fare molto di più. Non so se sul piano legislativo, questo non potrei dirlo. Ma su quello politico non c'è dubbio che una presa di posizione forte della Regione potrebbe creare le condizioni per una convergenza di forze regionali e nazionali per impedire lo scempio di Monticchiello», spiega Asor Rosa. Il caso in parlamento. La battaglia di Monticchiello approda intanto in parlamento. Ezio Locatelli, deputato di Rifondazione comunista, ha deciso infatti di presentare un'interrogazione ai ministri dei Beni culturali Francesco Rutelli e dell'Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio per sollecitare «un'indagine conoscitiva e atti conseguenti per quanto riguarda alcuni interventi edilizi in Val d'Orcia, in particolare per quanto riguarda il megacomplesso di seconde case che sta sorgendo a Montichiello». Aspettando Martini. La vicenda ormai è diventata nazionale. Rutelli e Pecoraro Scanio nella loro risposta dovranno sentire la Regione. «Rutelli non potrà dire che si tratta di un insediamento orribile e poi concludere che non si può fare nulla», commenta Asor Rosa. E anche il presidente Claudio Martini, che ha finora scelto la strada del silenzio, è probabile che dovrà prendere posizione.