Scoperto nel 1935 dal proprietario di una masseria intento a creare una buca per un pozzo Il neo ispettore ai monumenti Napoleone Stelluti chiede l'aiuto di enti e aziende per finanziare gli scavi La città frentana è da sempre culla d'importanti ritrovamenti archeologici, testimonianze di un'epoca, quella romana ed anche pre romana, in cui la Larinum citata anche nell'opera di Cicerone aveva una zecca e monete proprie, una città dove centinaia di lapidi. iscrizioni latine insieme a decine di splendidi mosaici testimoniano una grandezza che, in gran parte, deve ancora oggi essere restituita alla luce. Abbiamo incontrato il neo ispettore ai monumenti Napoleone Stelluti che oltre a segnalarci, come del resto annunciato proprio da queste colonne che, durante i lavori di sistemazione del parco archeolo'kico di Villa Zappone, sono stati trovati i resti di un nuovo mosaico con tessere bicrome e scene di animali marini che lasciano presuppone l'esistenza nell'area di ambienti termali datati F sec. d.C. (vedi pubblicazione a firma della dottoressa Angela Di Niro su il Ponte agosto-settembre 2006 pp.42- 45), ebbene oltre a quello di Villa Zappone - aggiunge Stelluti - esiste un altro mosaico che attende ora di essere riportato alla luce. "Mi voglio riferire - spiega Stelluti - al mosaico con raffigurazioni di cavalli da me segnalato nel volume "Mosaici di Larino "dcl 1988 a pagina 232 situato in località Difesa Nuova nella cosiddetta masseria del Casone, meglio conosciuta come la masseria Lapenna". Qui, infatti - continua Stelluti - uno dei proprietari, ora scomparso tale Onofrio Vincdli mi disse che nella zona prospiciente la sua "stalletta" ad un metro e trenta di profon dità nel 1935 mentre era intento a scavare un pozzo trovò il mosaico fatto di tessere colorate piccole e lunghe con immagini di cavalli e, per non rovinarlo, si fermò richiudendo l'ampia buca". Da allora Stelluti non si è dato pace, tanto che, in questi anni ha proposto più volte un piccolo progetto di scavo all'approvazione del superiore ministero, ma vari ostacoli anche di natara burocratica harmo sempre impedito che il mosaico potesse essere riportato alla luce. "Di recente - aggiunge Stelluti - ho provato a rilanciare la questione al nuovo Soprintendente Archeologico del Molise Mario Pagano. il quale si è dichiarato subito disponibile e favorevole al progetto purché si riescano a trovare i fondi necessari per portare a compimento l'operazione. Naturalmente per fare questo c'è bisogno di sensibilizzare l'opinione pubblica, partendo dal concetto che ormai si sa che in Italia la domanda di cultura è fortemente aumentata, e lo Stato non possiede risorse disponibili per far fronte a tutti gli interventi di tutela e valorizzazione. Ecco, dunque, l'idea di Stelluti, chiedere aiuto alla città, alle aziende ed alle imprese presenti sul territorio che potrebbero, con l'apposita legge sul mecenatismo la n.3422000 e le successive integrazioni favorire lo scavo e la riscoperta del mosaico. Perché le imprese dovrebbero investire in cultura?. Sempre Stelluti ha affermato che le imprese dovrebbero farlo per due ordini di motivi: il primo perché l'impresa attraverso l'investimento in cultura persegue un significativo risparmio fiscale e secondo perché l'arte e lo spettacolo che hanno reso il nostro Paese unico al mondo per la creatività dei suoi artisti, necessitano di un sostegno. Ebbene il mosaico dei cavalli attende un mecenate, dei mecenati. Se ne esistono sul territorio sarebbe culturalmente rilevante finanziare l'opera di scavo che porterebbe alla luce un altro tassello importante della storia millenaria della città frentana.
A Difesa Nuova c'è un altro mosaico
Il neo ispettore ai monumenti Napoleone Stelluti ha segnalato l'esistenza di un mosaico con raffigurazioni di cavalli nella masseria del Casone, a Larino. Il mosaico è stato trovato nel 1935 da un proprietario di una masseria che stava scavando un pozzo. Stelluti ha proposto più volte un progetto di scavo per riportare il mosaico alla luce, ma è stato ostacolato dalla burocracia. Ora, con l'aiuto del nuovo Soprintendente Archeologico del Molise, Stelluti vuole sensibilizzare l'opinione pubblica per finanziare lo scavo e la riscoperta del mosaico.
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