L'opera che ha ottenuto l'ok del ministro Rutelli attende ancora la firma della sovrintendente Sgarbi attacca. Funzionavi di Brera: siete degli irresponsabili «Avete creato troppe tensioni intorno al Cristo morto. Mi costringete a rinunciarci». Vittorio Sgarbi attacca i funzionar! di Brera, che ieri avevano espresso in una lettera parere negativo al prestito dell'opera del Mantegna. Il ministro Ruteni ha dato l'ok al trasferimento del capolavoro a Mantova, ma manca la firma del sovrintendente della Pinacoteca. L'assessore alla Cultura del Comune di Milano ha scritto a sua volta una lettera in cui accusa: «Mi stupisco per i rischi cui i funzionari di Brera espongono il Cristo morto facendolo diventare un "casus belli " che potrebbe stimolare la fantasia malata di qualche provocatore». Un altro capitolo sul trasferimento dei capolavori. Il giallo della firma della sovrintendente che autorizza il viaggio dell opera a Mantova «Troppe tensioni sul prestito del Mantegna, così rinuncio» Sgarbi contro ì funzionali alla Pinacoteca. Rutelli. da l'ok ma il Cristo morto è ancora fermo a Brera La lettera aperta dei funzionari di Brera (pubblicata sul Corriere di ieri) nella quale pur accettando la decisione del ministro ribadivano che prestare il «Cristo morto» del Mantegna alla mostra di Mantova è come «inviare un anziano di novantanni sull'Himalaya o una donna all'ottavo mese di gravidanza in aereo» ha suscitato l'irritazione di Sgarbi. Ieri l'assessore alla Cultura, Vittorio Sgarbi, ha risposto con una lettera (pubblicata qui a fianco) nella quale, anzitutto, rimprovera Brera di essere una Pinacoteca che non presta le opere. «Mi stupisco per i rischi cui i funzionari di Brera espongono il "Cristo morto" facendolo diventare un "casus belli" che potrebbe stimolare la fantasia malata di qualche provocatore. Ritengo così opportuno indicare al ministro che non è mia intenzione ospitare il "Cristo morto" a Mantova se non garantito da una speciale sicurezza. Se il ministro Rutelli e il Centro Internazionale di Palazzo Te non considereranno questa emergenza reale rispetto alla questione inesistente della fragilità del dipinto (che non ha mai corso e non correrà mai alcun rischio), io mi vedrò costretto a rinunciare al prestito del Cristo morto». Intanto rinnova la richiesta anche per il San Sebastiano del Museo della Ca' d'oro che «non vogliono prestare». Sta di fatto che, per partire da Brera, l'opera ha però bisogno di una firma. E chi firma? Il ministro non è competente per gli atti tecnico-amministrativi; ovvero non potrebbe firmare. Potrebbe farlo Lusa Arrigoni, sovrintendente pro tempore uscente: lei era contraria al prestito, firmerà? Oppure potrebbe firmare la sovrintendente entrante, Carla Enrica Spantigati, che arriva da Torino e che oggi incontrerà la direttrice regionale Carla Di Francesco. Oppure si potrebbe spedire l'incartamento al ministero, ma... Per ora il mistero è fitto. Tanto che Salvatore Settis, direttore della Scuola Normale Superiore di Pisa e professore ordinario di Storia dell'arte e dell'archeologia classica, in una intervista alla «Gazzetta di Mantova» mostra qualche perplessità: «II ministro ha fatto benissimo a ordinare un secondo controllo sull'opera, ma penso che la sua decisione poteva imboccare altre vie, cioè che a comunicare la concessione fosse stata Brera». Nel ruolo politico e di mediazione intende fare la sua parte anche la Regione Lombardia. Roberto Formigoni, infatti, ha inviato a sua volta una lettera al ministro Ruttili sulla questione della Commissione prestiti. «Prendo atto dell'iniziativa - scrive Formigoni a Rutelli - di attivare una commissione. Regione Lombardia è stata antesignana nel diffondere le metodologie di conservazione programmata dei beni culturali e nel realizzare il processo di accreditamento dei musei non statali». Sui musei di enti locali, del resto, le competenze sono regionali dal 1972. «In tal senso - conclude Formigoni - le chiedo di prendere in attenta considerazione due proposte concrete: garantire la piena condivisione fra Stato, Regioni ed Università dell'intero processo con il quale verranno definite le regole sulla conservazione delle opere richieste per mostre assicurando il raccordo con il sistema di catalogazione che diverrebbe così una banca dati sullo "stato di salute" dei beni culturali e individuare Regione Lombardia come partner istituzionale con il quale sperimentare subito nuovi metodi per l'organizzazione e la gestione delle mostre». «Anche noi siamo d'accordo a rendere più fruibili i beni culturali a una fascia più estesa purché riconosciuta - afferma Walter Galbusera, segretario Uil della Lombardia. «Bisogna però creare le condizioni organizzative nei centri culturali».
Mi costringete a rinunciare al Cristo morto
Il ministro della Cultura, Rutelli, ha dato l'ok al prestito del dipinto "Cristo morto" di Mantegna alla mostra di Mantova, ma la firma della sovrintendente della Pinacoteca di Brera è ancora attesa. Vittorio Sgarbi, assessore alla Cultura del Comune di Milano, ha scritto una lettera in cui accusa i funzionari di Brera di aver creato troppe tensioni intorno all'opera e di averla resa un "casus belli" che potrebbe stimolare la fantasia malata di qualche provocatore. Sgarbi ha anche affermato che non intende ospitare l'opera a Mantova se non garantito da una speciale sicurezza.
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