Nella scontro tra il Comune di Venezia e il finanziere si fa avanti il ministro dei Beni Culturali Roma è pronta a lasciare il passo a Venezia per ospitare in permanenza la collezione Terruzzi con il beneplacito del finanziere e collezionista lombardo purché le istituzioni veneziane e venete siano in grado di elaborare una proposta comune e formalizzata con una lettera d'intenti. E' questa la linea del Ministero dei Beni Culturali anche se la mostra al Vittoriano per i primi mesi del 2007 con i pezzi migliori della raccolta è comunque confermata dopo che il ministro Francesco Entelli si è incontrato ieri al Lido con il sindaco di Venezia Massimo Cacciari. Il Comune dopo l'implacabile J'accuse che Guido Angelo Terruzzi ha fatto nei confronti del direttori dei Musei Civici Giandomenico Romanelli, a cui da la colpa del fallimento della trattativa per l'acquisto di Palazzo Grassi, sede deputata per la sua collezione dove spicca l'arte veneziana e veneta è in grande difficoltà, e cerca una via onorevole per uscire, con Provincia e Regione, da una situazione imbarazzante. Mentre Rutelli si è scomodato di persona per prendere visione di parte della collezione d'arte antica nella villa di Bordighera di Terruzzi, il Comune e a seguire le altre istituzioni, hanno di fatto ignorato per un anno e mezzo la disponibilità di Terruzzi a insediare in laguna la sua collezione. Salvo riscoprirla sulle pagine dei giornali, dopo l'interesse mostrato da Rutelli e la mostra già fissata a Roma. Ora, dopo l'incontro tra Rutelli e Cacciari, le carte sono in tavola. Il Ministero e la città di Roma sono pronti a farsi da parte se l'interesse di Venezia si tradurrà in una vera proposta a Terruzzi. Altrimenti, se tutto rimarrà solo allo stadio di dichiarazioni di auspicio a mezzo stampa, l'importante collezione finirà per approdare nella capitale. Finora ma sempre a mezzo stampa e non con un contatto diretto con il collezionista la Regione ha avanzato la disponibilità di Palazzo Priu-li-Manfrin, sul Canai Grande. Il Comune, da parte sua, avrebbe valutato la possibilità di rispolverare Palazzo Labia sede regionale della Rai che l'allora assessore alla Produzione Culturale Sandro Parenzo, insieme con i vertici dell'azienda televisiva di Stato, aveva fatto balenare a Terruzzi come possibile destinazione per la collezione, nell'ipotesi che la Rai si sposti a Marghera, per realizzare là nell'area a fianco del Vega un nuovo centro di produzione radiotelevisiva. Sono, però, semplici ipotesi, senza ancora nulla di formalizzato. C'è da aggiungere, inoltre, che il Comune vede già "bruciato" in un'eventuale trattativa con Terruzzi, proprio l'uomo che per Ca' Farsetti si è già occupato dell'acquisizione di significative collezioni private, come quelle Martini e Mestroyich, finite poi a Ca' Rezzonico. L'uomo è proprio Romanelli, che, con la sua lettera, Terruzzi ha già bollato dal suo punto di vista come interlocutore inaffidabile. Si tratterebbe pertanto di nominare al più presto un comitato di esperti che tratti per conto di Comune, Provincia e Regione con Terruzzi. E', pertanto, il momento della verità: se le intenzioni del Comune e delle altre istituzioni veneziane verso la collezione sono serie, è ora di dimostrarlo con i fatti. Altrimenti RntPlli che alla collezione Terruzzi dimostra di tenere molto andrà avanti e i Canaletto, i Guardi, i Bellotto, gli Amigoni, i Pellegrini e i tanti pittori veneziani, andranno a Roma.
Collezione Terruzzi, spunta la proposta Rutelli
Il Ministero dei Beni Culturali è pronto a lasciare il passo a Venezia per ospitare in permanenza la collezione Terruzzi, se le istituzioni veneziane e venete presentano una proposta comune e formalizzata. Il finanziere Guido Angelo Terruzzi ha avanzato la disponibilità di lasciare la collezione a Venezia, ma il Comune di Venezia è in difficoltà e cerca una via onorevole per uscire da una situazione imbarazzante. Il Ministero e la città di Roma sono pronti a farsi da parte se l'interesse di Venezia si tradurrà in una vera proposta a Terruzzi. La Regione ha avanzato la disponibilità di Palazzo Priuli-Manfrin, mentre il Comune ha valutato la possibilità di rispolverare Palazzo Labia.
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