Il critico accusa i funzionari della pinacoteca di esporre l'opera al pericolo. «Un fanatico potrebbe colpirla» C ome in un classico gioco delle parti, dove lo spirito di contraddizione vince su quel «buon senso» invocato anche da Cartesio, ora che il ministro ha deciso di concedere il «Cristo morto» del Mantegna alla mostra di Mantova, è Sgarbi a minacciare di non volerlo più. Il motivo? La lettera aperta inviata dai funzionari di Brera (e pubblicata ieri dal Corriere) nella quale ribadivano l'inopportunità di «inviare un anziano di novant'anni come il Cristo morto sull'imalaya». Sgarbi ha risposto con una controlettera di fuoco. Innanzitutto, dati alla mano, rimprovera Brera di essere una Pinacoteca che non presta le opere. «Il Polo museale napoletano ha prestato 218 opere, Brera 21». A dire il vero al Polo napoletano non sono affatto contenti di essere i «primatisti» del prestito gratuito, visto che i loro musei avrebbero bisogno di forti investimenti. Gli strali di Sgarbi, tuttavia, restano contro Brera. «Mi indigno per la mancanza di sensibilità rispetto ai benefici che la stessa Pinacoteca ottiene, ma anche per i rischi cui i funzionari di Brera espongono il "Cristo morto" facendolo diventare un casus belli che potrebbe stimolare la fantasia malata di qualche provocatore. Ritengo cosi opportuno indicare al ministro che non è mia intenzione ospitare il "Cristo morto" se non garantito da una speciale sicurezza». Conclusione: se questa sicurezza particolare non sarà garantita, «mi vedrò costretto a rinunciare al prestito». A margine, Sgarbi ne ha anche per il Museo della Ca' d'oro, che non presta il «San Sebastiano»: «Non è questione di restauro». E sempre più evidente la spaccatura che si sta creando tra le sovrintendenze e gli «attori» di una fruizione artistica meno burocratizzata, con il ministero in un ruolo di mediazione. Una mediazione che ha convinto a metà il rettore della Normale Salvatore Settis: «Il ministro ha fatto benissimo a ordinare un secondo controllo sull'opera, ma penso che la sua decisione poteva imboccare altre vie, cioè che a comunicare la concessione fosse stata Brera». Alla quale spetta di dover mettere la firma. Ieri, anche Roberto Formigoni, presidente della Lombardia, ha inviato una lettera a Rutelli nella quale chiede che l'istituenda commissione prestiti prenda in considerazione due proposte: «Garantire la piena condivisione fra Stato, Regioni ed Università dell'intero processo con il quale verranno definite le regole sulla conservazione delle opere richieste per mostre e individuare la Regione Lombardia come partner istituzionale con il quale sperimentare subito nuovi metodi per l'organizzazione delle mo stre».