Pace fatta tra ministero dei Beni culturali e Regioni. Ieri il ministro Giuliano Urbani ha incontrato a Roma il presidente della Conferenza delle Regioni, Enzo Ghigo. Sul tavolo la suddivisione delle competenze tra Stato ed enti territoriali in materia di patrimonio artistico e paesaggio. Questione diventata spinosa dopo la riforma del Titolo V della Costituzione, che ha lasciato al ministero la tutela dei monumenti, trasferendo alle Regioni il compito di valorizzazione. Il problema ha immediate ricadute sul nuovo Testo unico dei beni culturali, che i) ministero sta, in virtù di una delega governativa, approntando. In seno alla commissione Trotta, incaricata di redigere il documento, si è, però, consumata la rottura tra centro e periferia, con la decisione dei due rappresentanti delle Regioni di abbandonare i lavori a causa dell'eccessivo centralismo del Testo unico. Ieri si sono ricuciti i rapporti, con una sostanziale identità di vedute sull'impianto generale del nuovo codice. Sul tema specifico delle competenze di valorizzazione e tutela le Regioni hanno chiesto un supplemento di riflessione. Richiesta accordata da Urbani. Inoltre, in materia di paesaggio altro settore in cui il ministero era accusato di voler accentrare le funzioni Urbani e Ghigo hanno convenuto di studiare una formula per cui i sovrintendenti (espressione del potere statale) prenderanno parte in via preventiva alle decisioni sul paesaggio adottate dagli organi regionali.