L'aereo di Francesco Baracca farà da testimonial per attirare visitatori dal Centro Europa. La sfida: incrementare il turismo nelle aree intorno al Piave Il 19 giugno 1918, a Nervesa della Battaglia, nel Trevigiano, il pilota Francesco Baracca, eroe della prima guerra mondiale, entrava nella Storia. Il suo aereo, lo Spad XIII, venne abbattuto, con ogni probabilità, da un colpo casuale sparato a terra da un fante ignoto, forse italiano. E il simbolo del cavallino rampante, che appariva sulla fusoliera, venne donato in seguito dalla madre a Enzo Ferrari, che ne avrebbe fatto l'icona della Formula Uno. Ora quel velivolo sarà ricostruito e farà da testimonial alla regione Veneto, che intende portare sempre più turisti a visitare i luoghi della Grande guerra. Il progetto, di cui si occuperà la comunità montana di Feltre e finanziato con 237 mila euro, è inserito nel programma transfrontaliero Interreg III Italia-Austria. Ci vorrà almeno un anno per rifare lo Spad, che troverà casa nel museo di Caorera, a Vas (Belluno). Si tratta di un biplano monoposto da caccia con un'apertura alare di 8,2 metri, una lunghezza di 6,3 metri e un'altezza di 2,4 metri; funzionerà con un motore 8 cilindri da 180 cavalli e avrà un peso di 630 chilogrammi. Il suo compito non sarà soltanto quello di fare bella mostra di sé negli spazi chiusi del museo. Come spiega Fabio Gava, assessore alle politiche economiche della regione Veneto con delega ai progetti europei, l'aereo potrà alzarsi in volo e partecipare a manifestazioni nazionali e internazionali. «In questo modo sarà uno strumento promozionale per veicolare gli itinerari legati alla prima guerra mondiale», precisa Gava. «Abbiamo predisposto una brochure informativa dove sono illustrati i vari percorsi. In seguito, i vari enti e i consorzi di promozione turistica potranno sviluppare questo tipo di informazioni e integrarlo con pacchetti turistici di più giorni». Lo Spad sarà utilizzato per un tour attraverso aeroporti italiani e austriaci, che dovrebbe comprendere Belluno, Cortina, Treviso, Vicenza, Padova, Verona, Udine e Rivolto, sede delle Frecce tricolori. Sono previste tappe anche a Lugo di Romagna, paese natale di Francesco Baracca, e a Roma. Oltreconfine, lo Spad arriverà in Carinzia e nel Tirolo, dove sarà affiancato dal Fokker del leggendario Barone Rosso, Manfred von Richthofen, la cui copia è stata realizzata dall'imprenditore e pilota Giancarlo Zanardo, originario di Conegliano, in provincia di Treviso. Non si tratta, comunque, di un'iniziativa fine a se stessa. «Puntiamo a un sistema integrato di offerta», sottolinea Gava, «nel quale questo tipo di proposta viene unito ad altri elementi del territorio. Il Veneto è contraddistinto da un insieme di elementi: città d'arte, musica lirica, montagna, spiagge, laghi. Poi c'è una fetta di turisti appassionata di queste conoscenze storiche». Per quanto riguarda i mercati esteri da cui attingere visitatori, «il bacino naturale è quello dei paesi interessati dalla Grande guerra, la cosiddetta Mitteleuropa: Austria, Germania, Ungheria e Slovenia». Il salto di qualità, però, nelle intenzioni dell'assessore, consisterà nel portare i turisti nei luoghi di guerra che non si trovano in montagna. «Nelle aree montane c'è già turismo», spiega Gava. «Le fortificazioni del Lagazuoi e delle Cinque Torri hanno registrato nel 2005 circa 100 mila visitatori, di cui il 40 dall'estero. In 70 mila hanno visitato il museo di Messner sul Monte Rite. Sul Col di Lana, inoltre, tutti i percorsi della Grande guerra sono stati ristrutturati. Se invece scendiamo nelle aree pedemontane, intorno al Piave, la situazione cambia: non sono prettamente turistiche e, nonostante l'offerta enogastronomica e la vicinanza a Venezia, esiste soltanto un turismo di nicchia, formato da scolaresche e appassionati. Noi puntiamo a un utilizzo più vasto e l'aereo servirà proprio per promuovere questi luoghi e queste informazioni».