Molte città d'arte si stanno attrezzando per consentire a tutti i visitatori il godimento delle opere Una brochure in codice braille per conoscere i monumenti della Piazza dei Miracoli. L'Opera della Primaziale (ente cui spetta la tutela dei monumenti della piazza) e l'Unione italiana ciechi (Uic) hanno sottoscritto un accordo che permetterà ad ipovedenti e non vedenti di meravigliarsi dell'estro, della competenza, della passione e della fede dei costruttori dei principali monumenti pisani: la Torre pendente, la Cattedrale, il Battistero, il Camposanto monumentale. Di più: l'Opera della Primaziale ha affidato all'architetto Marco Mariotti l'incarico di realizzate alcuni plastici che permetteranno anche a chi non vede di capire le geometrie della piazza. I plastici saranno collocati in piazza del Duomo e al centro vacanze dell'Uic che si trova a Calambrone, sul litorale pisano. L'iniziativa sarà realizzata con il contributo della Regione Toscana. Questa iniziativa segue altre esperienze del genere, sorte nel sistema museale italiano per favorire l'approccio di ipovedenti e non vedenti all'arte del nostro Paese. Anna Sacchetti, di Viareggio, laureata in lettere all'università di Pisa, ha censito tutti i musei alla portata dei ciechi: «Sono una novantina i musei in qualche modo accessibili anche ai non vedenti. L'esperienza più significativa è ad Ancona, dove dal 1993 ciechi di tutto il mondo visitano il Museo tattile Omero per toccare con mano modelli in scala di famosi capolavori della scultura e dell'architettura dagli egizi al novecento». Se questo è un museo nato per iniziativa dell'Unione italiana ciechi, al Museo egizio di Torino è stata la stessa soprintendenza ad aprirsi ai non vedenti: pubblicando guide in rilievo e in nero e proponendo statue in pietra arenaria, che possono essere toccate (senza problemi per la loro conservazione) anche dai ciechi. Al Museo tattile Anteros di Bologna, non vedenti ed ipovedenti sono seguiti in veri e propri percorsi di educazione all'immagine e alla fruizione dell'opera d'arte attraverso la lettura tattile. Al Museo Aptico di Sicilia a Palermo i ciechi possono toccare modellini di monumenti italiani e stranieri. Al Correr di Venezia troviamo informazioni in braille e i ciechi possono toccare i bronzetti, normalmente custoditi in teche. Esperienze significative anche in Toscana. Al Museo della gente dell'Appennino a Pistoia i non vedenti possono usufruire del sistema denominato walk assistant: un impianto di guida elettromagnetica e un bastone vibratile grazie al quale è possibile fare un tuffo all'indietro nella civiltà contadina. Mentre il Museo cittadino di Pistoia propone diversi modellini lignei e in bronzo che riproducono monumenti cittadini ed una mappa tattile della città. A Firenze c'è addirittura un'associazione, il Vivat, i cui volontari guidano i non vedenti nei musei per loro usufruibili: il Museo Marino Marini, quello dell'Opera del Duomo, l'Horn o il Museo paleontologico. E se i turisti normodotati soffrono quando si vieta loro di toccare con la mano le opere d'arte, ecco una soluzione cui si sta pensando a Pisa. In una camera oscura il laboratorio Peroro della Scuola Sant'Anna di Pisa sta sperimentando il Museo delle Pure forme: una galleria virtuale di opere digitalizzate scelte tra le più significative presenti in Europa e con le quali il visitatore avrà la sensazione di interagire, grazie ad un particolare guanto che gli sarà messo a disposizione.