La vicenda del prestito del Cristo morto ha dato vita a due schieramenti opposti fra loro. Da una parte i favorevoli e dall'altra i contrari. Annalisa Zanni, direttore del Museo Poldi Pezzoli, è cauta. Dottoressa Zanni, lei da che parte sta? «Non è un problema di schieramento. Credo, invece, che questa vicenda induca tutti coloro che lavorano per i beni culturali a fare un'attenta riflessione e a mettere sul tavolo i temi della conservazione, della tutela e della promozione per trovare, in modo condiviso, un modello di comportamento che tenga conto di tutte le competenze». Il soprintendente di Brera e i suoi funzionari hanno affidato ad una lettera le loro motivazioni. «È necessario che si tengano ben presenti i ruoli che vengono affidati alle istituzioni. E ogni volta che bisogna fare una scelta, si fa tenendo conto dell'esperienza». Negli ultimi anni le richieste di prestito sono aumentate? «Le mostre sono sempre di più e i musei sono chiamati a conservare. Gli stessi musei, oltre che prestare opere, fanno mostre ma, nel mio caso, è sempre stato fatto nel rispetto delle decisioni altrui. Se abbiamo avuto un rifiuto lo abbiamo accettato senza mettere in dubbio la professionalità.