«Però Asor Rosa qui ha due case...» FIRENZE. «E' vero, in Toscana c'è troppo cemento e il nuovo insediamento di Monticchiello fa schifo, però rendiamoci conto che non siamo più nell'impero asburgico, la Regione non può bloccare i Comuni. La Toscana ha bisogno di un grande patto tra Regione, Province e Comuni per la gestione del territorio, per affermare una politica che coniughi tutela e sviluppo: non possiamo ridurre la nostra regione alla terra del buen retiro di illustri personaggi». L'assessore regionale Riccardo Conti risponde così all'allarme di Alberto Asor Rosa che sul Tirreno ha denunciato «l'indebolimento della capacità progettuale della Regione sul territorio». Ma la prima stoccata l'aveva vibrata due mesi fa il direttore della Normale Salvatore Settis, secondo cui in Toscana «il sistema di tutela paesaggistica in questi ultimi anni si è molto indebolito». Il nuovo insediamento a Monticchiello fa scandalo. Lei cosa risponde? «E' vero, l'insediamento di Monticchiello è uno schifo. La Regione è sempre stata contraria, tanto che nel 1997 l'intervento fu bloccato dalla Crta, ma poi il Comune è tornato alla carica e ha dato il via libera a un intervento sbagliato. Ma non sarebbe giusto prendersela solo con le amministrazioni comunali, alle prese con delle pressioni fortissime. Per questo diciamo che occorre un grande patto tra Regione, Province e Comuni per il governo dei territori». Ma la Regione ha le mani così bloccate? «La Regione non ha alcuna possibilità di fermare un intervento. Non lo permette, anzitutto, il titolo quinto della Costituzione: tra Regione, Province e Comuni non vigono le regole della burocrazia ottocentesca, il rapporto non è di tipo gerarchico, in Toscana come nel resto d'Italia». La Toscana va indietro, dicono Settis e Asor Rosa. «Vorrei tranquillizzare Asor Rosa: con la nuova legge 5, l'intervento a Monticchiello non si sarebbe potuto realizzare con una semplice "variante breve", ma sarebbe stato istruito in maniera più complessa, con il coinvolgimento della Regione. Intendiamoci, il quadro dei rapporti istituzionali rimane quello detto poc'anzi, solo che le nuove procedure sono più articolate». Ma prima questi scempi non avvenivano. «Falso. Questa è un'ottica da rovesciare. Proprio quando Asor Rosa coniava la bella espressione "Toscana felix" venivano pensati quei processi di cementificazione che adesso cerchiamo di mettere sotto controllo. In Toscana c'è troppo cemento, è vero. E non lo dico adesso. C'è un eccesso di produzione edilizia, oltretutto quasi mai di buona qualità. Negli anni Novanta l'Imi cen-sì un potenziale di costruzioni tale da soddisfare il fabbisogno di una Toscana da 8 milioni di abitanti. Da allora di strada ne abbiamo fatta. Abbiamo approvato la legge 5 e poi la legge 1 per avere strumenti di pianificazione in grado di svolgere un'azione di contenimento e di qualificazione». Fatto sta che le gru sono sempre al lavoro. «In Toscana la pressione è enorme. Ringraziamo Alberto Asor Rosa per il segnale d'allarme, ma è pur vero che anche lui ha due seconde case nella nostra regione. Noi vogliamo contenere la spinta alla realizzazione di seconde case, ma dobbiamo coniugare tutela e sviluppo. La Toscana non può essere ridotta a un grande agriturismo, ad un luogo ameno per il buen retiro di illustri personaggi: i toscani non sono un popolo di osti, casieri e giardinieri». Tra villettopoli e buen retiro c'è una terza via? «La pianificazione del territorio. E' una chiave essenziale dello sviluppo della nostra regione non solo sotto il profilo della tutela; in questi anni troppe risorse sono state convogliate verso la rendita, impiegate nel mattone invece che in attività produttive. Con il Piano regionale di sviluppo e con il Pit abbiamo deciso di giocare tutte le nostre carte sull'innovazione e gli investimenti. Il 15 settembre ci sarà a Capalbio un confronto sulla buona urbanistica. Invito fin da ora Asor Rosa a portare il suo contributo, ma anche ad ascoltarci, perché lo sguardo di chi vive la Toscana solo il fine settimana non sempre coglie la complessità dei problemi».
Conti: tutti osti e giardinieri? Non sarebbe una Toscana felix
L'assessore regionale Riccardo Conti risponde a Alberto Asor Rosa che ha denunciato l'indebolimento della capacità progettuale della Regione in Toscana. Asor Rosa ha criticato l'insediamento a Monticchiello, che secondo lui è uno schifo. Conti afferma che la Regione non può bloccare gli interventi comunali e che il rapporto tra Regione, Province e Comuni non è gerarchico. Conti propone un grande patto tra le tre istituzioni per la gestione del territorio e afferma che la Toscana non può essere ridotta a un grande agriturismo o a un luogo ameno per il buen retiro di illustri personaggi. Conti invita Asor Rosa a partecipare a un confronto sulla buona urbanistica a Capalbio.
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