Due guardiacaccia volontari sorevegliano da ieri l'Oasi di S.Giuliano dove sono stati rinvenuti fossili di un cetaceo, pforse una balena risalente a un milione di anni fa. L'accordo è maturato tra l'assessore provinciale alla Caccia e pesca, Francesco Labriola, e il coordinatore delle guardie volontarie, Giovanni Grieco. «La decisione - ha detto Labriola - consentirà di tutelare maggiormente l'area del ritrovamento, in attesa del sopralluogo degli esperti». I fossili, consistenti in alcune vertebre del diametro di 30 centimetri, sono di un cetaceo lungo 20 metri, ritrovato in un'area della diga composta da argilla appenninica. Esperti della Soprintendenza ai beni archeologici della Basilicata hanno messo in sicurezza il sito e i fossili, continua meta di curiosi, in attesa che venga finanziata una campagna di scavo. Nella stessa occasione la Provincia ha istituzionalizzato il servizio volontario di vigilanza venatoria, con un organico che raggiungerà i 40 addetti. Il servizio, che sarà continuo, potrà contare da subito sui 14 volontari dell'ambito «A», su altre 14 unità che saranno individuate a breve con bando provinciale e con altre 12 dell' ambito «B» della caccia, che ricopre l'area metapontina: «La decisione - ha detto Labriola - è legata alla necessità di assicurare un servizio di vigilanza antibracconaggio e ambentale, che l' istituzione della Polizia provinciale non poteva più garantire per le accresciute funzioni istituzionali che il Corpo deve svolgere». Il primo nucleo di guardie volontarie sarà operativo già da domenica 3 settembre, con l'apertura della stagione venatoria. L'ente ha rilasciato 2.800 tesserini per i cacciatori residenti in provincia di Matera. Dal primo ottobre l'accesso, in via temporanea, sarà consentito anche i cacciatori di fuori regione.