II 31 marzo 2004 tra la Regione Puglia e la Conferenza episcopale pugliese, nella persona dei rispettivi presidenti, è stata firmata una Intesa sui Beni Culturali ecclesiastici, approvata preventivamente dalla Santa Sede, in cui sono stati riconosciuti i criteri di intervento per la tutela, conservazione o valorizzazione dell 'ingente patrimonio artistico che le Chiese di Puglia hanno da secoli, a testimonianza della storia, della cultura e della tradizione della popolazione pugliese. Quel che è importante è notare che l '«Intesa» tra la Regione Puglia e la Conferenza dei Vescovi prevede opportuni accordi per «definire la realizzazione di interventi ed iniziative che richiedono una partecipazione organizzativa e finanziaria congiunta, individuando le forme, i modi, i tempi o le risorse finanziarie attivabili da ciascuna delle parti interessate». Questo è molto importante, perché, mentre la Chiesa (e quel la pugliese, in particolare) stipula tali «Intese», si impegna a mettere, da parte sua, tutto quello che è possibile, partecipando concretamente alla realizzazione delle opere di restauro. Gli Enti proprietari, cioè, prima di chiedere aiuti e finanziamenti, mettono da parte loro una quota non irrilevante delle risorse finanziarie. Lo fa la Cei ogni anno, dando contributi per il restauro dei monumenti sacri e per aiutare archivi, musei e biblioteche ecclesiastiche. Ma anche le diocesi impegnano non poche risorse per conservare e valorizzare i propri beni, facendo ricorso sia all'8 per mille, sia a fondi propri. L'«Intesa» tra la Regione Puglia e le Chiese di Puglia prevede non solo «il sostegno economico della Regione per la fruizione degli archivi, musei e biblioteche diocesane» ma anche l'accessibilità al pubblico dei Beni culturali predetti, cosa che lo scrivente ha sempre tenacemente sostenuto presso gli organismi interessati. L'articolo 7della Intesa che andiamo riassumendo, infine, prevede che «relativamente agli interventi di manutenzione straordinaria e di restauro di Beni culturali. Gli Ordinari diocesani presenteranno un piano annua le, evidenziando le priorità e l'eventuale partecipazione finanziaria ali 'intervento di altri Enti pubblici eo privati. Tali priorità saranno oggetto di valuta zinne da parte della Giunta Regionale, per l'inserimento nei propri programmi di finanziamento». Come si vede, si tratta di una Intesa di largo spettro, a suo tempo giudicata positivamente dalla Santa Sede, dalla Cei e da al tre Regioni ecclesiastiche, che in parte è stata già attuata e ora converrà riprendere, per delineare programmi comuni che vadano nella direzione prevista dagli Accordi concordatari, quello cioè di tutelare e valorizzare, anche rii fini turistici, un ingente patrimonio, che, adir poco, costituisce quasi 180 di tutto il volume dei Reni culturali i-taliani. Cosa sarebbero, infatti, le nostre città, senza le Cattedrali, le Chiese, i Monasteri, i Conventi e tutto il patrimonio artistico in es si contenuto? Cosa verrebbero a vedere i turisti nella terra di Puglia, se non ci fossero più monumenti sacri? Dopo le vacanze estive, alla ripresa, dopo la tradizionale Fiera del Levante speriamo che si riprenda il dialogo con la Regione su questo delicato tema dei Reni culturali ecclesiastici». Presidente Conferenza Episcopale pugliese
L'appello di mons. Ruppi Regione e Cei insieme per salvare il patrimonio architettonico comune
Il 31 marzo 2004, la Regione Puglia e la Conferenza episcopale pugliese hanno firmato un'intesa sui beni culturali ecclesiastici, approvata dalla Santa Sede. L'intesa prevede la tutela, conservazione e valorizzazione del patrimonio artistico delle Chiese di Puglia, con la partecipazione organizzativa e finanziaria congiunta tra le due parti. La Chiesa si impegna a mettere da parte risorse finanziarie e a partecipare alla realizzazione degli interventi di restauro. La Regione Puglia sostiene l'accessibilità al pubblico degli archivi, musei e biblioteche diocesane e prevede la fruizione dei beni culturali.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo