ARCOLE. L'assessore alla cultura Tiziano Borasco: l'antico tratto di cinta muraria riqualificherà l'area urbana Il ministero lo autorizza e la Fondazione Cariverona lo finanzia Arcole. In tempi significativamente brevi e superando ogni aspettativa dell'assessorato alla cultura, è arrivata l'autorizzazione del Ministero per i Beni e le Attività Culturali a procedere con l'esecuzione delle opere di restauro dell'Arco dei Croati, l'antico tratto di cinta muraria che oggi si trova in forte condizioni di degrado e a pochi passi dalle recenti abitazioni realizzate sul posto. «La rapidità della soluzione della pratica è una bella sorpresa che ci entusiasma ancora di più verso il recupero del sito», precisa l'assessore alla cultura Tiziano Borasco. «L'ok della Soprintendenza ci permette di mettere mano al recupero di uno degli angoli più antichi del paese, da dove praticamente ha avuto origine il sito abitativo e poi signorile, accanto alla Decima, a Palazzo Malaspina e a Palazzo Ruffo». Soddisfazioni sono espresse dall'assessore comunale anche per la fattiva collaborazione dei residenti della corte che affianca il sito oggi diroccato, i quali hanno espresso nei mesi scorsi il loro assenso al recupero affidandone la competenza al Comune. «E' stato un contributo importante, che come Comune ci permette di riordinare un sito storico significativo, a differenza di quanto non avviene in strutture storiche, ma private, che meriterebbero altrettanta valorizzazione patrimoniale e pubblica», sottolinea Borasco. L'imponenza del sito che spicca tra le nuove abitazioni della zona è oggi messa fortemente in difficoltà dalle condizioni di degrado dei materiali e della struttura. La cui origine rimane in parte misteriosa, come documentano i dettagliati studi e le ricerche condotte anche per conto dell'amministrazione comunale dallo storico locale Ernesto Santi, che si è soffermato sia sull'origine dell'impianto, parte di un antichissimo castello, sia sul significato del nome, attribuito con tutta probabilità solo in epoca napoleonica, a riconoscimento della presenza di un certo numero di soldati croati. «Il nome misterioso del sito è necessariamente collegabile alla presenza di truppe straniere nell'area e soprattutto al periodo 1796-1814, specialmente in concomitanza con la battaglia di Arcole del 15-17 novembre 1796», documenta Ernesto Santi nelle proprie ricerche. Lo storico prosegue: «Qualche perplessità può esserci su chi fossero questi croati e a quale esercito appartenessero. L'opinione fin qui invalsa è che questi Croati fossero austriaci. Anche le truppe francesi, tuttavia, avevano un certo numero di croati. Più volte, durante il periodo 1795-1810, si stanziarono nella zona sia truppe francesi che austriache. Nonostante ciò, è da supporre che fu proprio l'episodio bellico del novembre 1796 a determinare tale denominazione. Ed è anche probabile che le truppe in oggetto fossero quelle austriache, proprio perché occupavano direttamente quel lato degli opposti schieramenti». L'antico sito, nella prospettiva dell'amministrazione comunale e grazie al finanziamento concesso dalla Cariverona, rientrerà a tutti gli effetti nel percorso di siti storici arcolesi non appena realizzato il restauro, che potrebbe aver luogo anche prima del prossimo inverno. L'Arco dei Croati, oltre che sito storico inserito nel percorso culturale locale, farà parte della zona abitativa che negli ultimi anni vi è sorta intorno. «Significativo sarà il nuovo rapporto tra l'antico sito e il contesto residenziale», conclude l'assessore alla cultura Tiziano Borasco. Si prevede di sistemare l'area circostante con ciottolino di fiume fino al confine con la proprietà privata ad ovest e la strada ad est, come nella tradizione degli ingressi alle corti di pianura. Il rimanente terreno nei pressi dell'arco sarà invece riservato a prato con cespugli fioriti, con la piantumazione di alberi di medio fusto a mascheramento dell'edificio recente costruito a ridosso del manufatto verso sud. «Insomma un connubio di antichità e presente in uno degli angoli più suggestivi del paese».
ARCOLE. Arco dei Croati, sì al restauro
L'assessore alla cultura Tiziano Borasco annuncia che l'antico tratto di cinta muraria dell'Arco dei Croati a Arcole è stato autorizzato dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali a procedere con il restauro. La Fondazione Cariverona ha finanziato il progetto. Il sito storico è stato in condizioni di degrado e i residenti della corte adiacente hanno espresso il loro assenso al recupero. Il restauro potrebbe essere completato entro l'inverno. Il nuovo piano prevede di sistemare l'area circostante con ciottolino di fiume e prato con cespugli fioriti, con la piantumazione di alberi di medio fusto. Il sito sarà messo in relazione con il contesto residenziale.
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