Taormina, un teatro da cartolina ambasciatore dell'Isola nel mondo Difficoltà a coniugare la salvaguardia del monumento con l'afflusso record di turisti. Le tappe di TaoArte che da 23 anni riempie le gradinate II TEATRO ANTICO di Taorm ina è il gran teatro del mondo. Uno spettacolo ancor prima che si alzi il sipario. Situato su una piccola collina da cui è possibile ammirare splendide spiagge e il vulcano fumante dell'Etna sullo sfondo. Terra, cielo, fuoco, mare. Il trionfo della forza della natura e dell'arte che emoziona l'uomo, incanta il viaggiatore, stupisce il turista. Il teatro greco-romano nonostante le spoliazioni avvenute sotto il dominio arabo è -per usare le parole di Denon - di gran lunga il più bello che l'antichità ci abbia tramandato, uno dei meglio conservati e dopo quello di Siracusa, il più grande dei teatri di origine greca in Sicilia. L'idea di genio e natura, a partire dalla seconda metà del Settecento, porta esponenti della cultura e delle scienze europee a intraprendere il tour in Sicilia. Il paesaggio sembra fatto per sedurre gli occhi, la mente e la fantasia. Nell'isola incontreranno gli intenditori di antichità, personalità eminenti della società siciliana, che i viaggiatori riconoscono quali interlocutori d'eccezione. Il Grand Tour mette in contatto i siciliani con i visitatori, smentendo così il presunto «isolamento» della regione. Nella Sicilia della classicità si cerca il mito spinti dalla suggestione delle nuove teorie estetiche sul culto del bello e anche dalle notizie di nuovi ritrovamenti archeologici. Nel 1748, il principe De Spuches, sulla scia degli scavi intrapresi ad Ercolano, conduce la prima campagna di scavi effettuata in Sicilia, proprio al Teatro Antico. Nell'Ottocento le ricerche si intensificano con le indagini di Saverio Cavallari che prosegue nel Teatro l'opera di ricostruzione del prospetto scenico iniziata dal duca di Serra di falcone nel l840. L'edificio attuale, di età imperiale, risale al periodo di Cesare Ottaviano Augusto e si sovrappone ad un teatro più antico di età ellenistica. Attualmente misura 50 metri di larghezza, 120 di lunghezza, 20 d'altezza. La cavea ha un diametro di 109 metri e poteva contenere più di 10.000 spettatori; la particolarità consiste nella presenza della summa cavea con porticato voltato. L'orchestra, la parte più bassa di tutto il teatro, che divide la scena dalla cavea, ha un diametro di 35 metri. I ruderi della scena presentano colonne di stile corinzio riconoscibili dalla forma dei capitelli ornati con foglie d'acanto. La scena, di tipo orientale, un genere frequente in Grecia e Asia Minore, molto meno in Occidente, presenta tre grandi porte; le colonne ora visibili sono state collocate impropriamente da un infedele intervento di restauro condotto intorno al 1860. Nella terra del mito turisti e intenditori continuano a viaggiare e a riempire le gradinate del teatro grazie anche a TaoArte, la manifestazione che da ventitré anni mette in scena, vibrazioni e cultura. Malgrado le difficoltà finanziarie the show must go on e continua la grande tradizione di spettacoli. Una tradizione che è anche un patrimonio da salvaguardare. Così come lo è la tutela del teatro-monumento, messo sempre più a rischio dalla presenza massiccia di un pubblico che accorre numeroso al richiamo delle star internazionali. Ma quali sono le problematiche di gestione e conservazione di un teatro famoso in tutto il mondo e con il maggior numero di spettatori di tutti i teatri siciliani? Ne parliamo con Pompeo Oliva, direttore artistico di Taormina Arte. I grandi rinnovamenti e le modernizzazioni che quest'anno hanno interessato le strutture mobili garantiscono la salvaguardia del «monumento» Teatro Antico? «Gli ammodernamenti effettuati riguardano U miglioramento della struttura d'accoglienza, prescindendo dalla conservazione del monumento in sé. L'intervento, reso possibile dal contributo dell'Arcus - società legata al ministero dei Beni culturali - ha assicurato una migliore fruizione del Teatro da parte degli spettatori e degli artisti: camerini più confortevoli, palcoscenico più grande, parterre più comodo, gradinate con nuove sedie e nuovi spazi. Facendo i conti con tutte le contraddizioni insite nel termine sostenibilità. D'altronde gli unici restauri rilevanti sin qui attuati, restano quelli che Luigi Bernabò Brea ha condotto nel 1955 e l'integrità del monumento è messa a dura prova dall'impatto con gli spettacoli. È necessario - insieme alla Soprintendenza ai Beni Culturali di Messina - risolvere i problemi legati alla messa in scena e alla presenza di un gran numero di spettatori. Trovare in sinergia un equilibrio tra la salvaguardia dell' integrità del monumento e le esigenze dei turisti» Quanto il Teatro Antico e TaoArte hanno inciso nella vita culturale ed economica della città? «Taormina, è la capitale turistica dell'isola, grazie alle sue bellezze naturali, al vicino Parco archeologico di Naxos con il Museo e soprattutto grazie al suo Teatro e alle manifestazioni ad esso legate. Taormina è il Teatro Antico. La città attrae flussi turistici provenienti da tutte le parti del mondo anche se non si tratta più della "tipologia" d'inizio Novecento o ancor prima di quella del Grand Tour, che ricordiamo con una punta di rammarico. Non si può immaginare una politica di sviluppo turistico senza l'organizzazione di manifestazioni straordinarie di intrattenimento di massa, di eventi di nicchia o di grandi mostre di pittura come quella che quest'anno è stata dedicata a Joan Mirò. A fare la differenza con altre realtà simili è il Teatro greco-romano che è il vero protagonista, marker identitario del territorio. 11 Teatro di Taormina, a differenza di quello di Siracusa, caratterizzato dall'uso quasi esclusivo che se ne fa per le rappresentazioni classiche, si apre a manifestazioni di vario genere. È il contenitore prestigioso non solo di rassegne cinematùgrafiche d'autore, ma anche di spettacoli teatrali, di danza, musica classica e orchestre dirette dai maestri che hanno fatto la storia della musica mondiale come Giuseppe Sinopoli a cui dal 2005 è dedicato un Festival». Parliamo del WOMAD (Word of Mu-sic Arts and Dance), il Festival ideato da Peter Gabriel, voce storica dei Genesis, che tanto successo ha ottenuto nei suoi quattro anni di vita. «Il Womad è una kermesse multietnica di suoni e atmosfere provenienti da cinque continenti. La manifestazione ha sempre mantenuto alto il livello delle proposte di spettacolo con il suo cartellone importante. Basti ricordare i nomi di quest'estate: Jimmy Cliff, Cesaria Evora, Simple Minds, i Laudali con Carmen Consoli. Stiamo lavorando perché in futuro si trovi il giusto spazio da dedicare alla tradizione musicale siciliana». J.W.Goethe, nel maggio del 1787, durante il suo viaggio in Sicilia, rimane affascinato da questa terra feconda così come la maggior parte dei viaggiatori illustri, poeti, scienziati, scrittori, artisti che sorpresi e ammaliati da tanta bellezza, attraverso i loro diari e dipinti, perpetueranno il mito della Trinacria, conosciuta e sognata in tutte le lingue. L'immaginario-cartolina del Teatro di Taormina con lo sfondo dell' Etna incorniciato dalla scena continua ad essere il principale ambasciatore della Sicilia nel mondo.