ROMA. Ulteriori finanziamenti (800 mila euro) e ampi poteri al Commissario delegato, Luciano Marchetti, per il progetto della messa in sicurezza e della riapertura della Domus Aurea. Sono i punti principali dell'ordinanza firmata dal presidente del consiglio, Romano Prodi, che alla fine del mese di agosto sarà pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale. Lo ha annunciato il ministro dei beni culturali Francesco Rutelli che ha condiviso l'ordinanza proposta dal Capo del Dipartimento della Protezione Civile, Guido Bertolaso. In tre articoli - spiega il ministro - si predispone il percorso operativo e amministrativo che dovrà «portare al recupero pieno e totale di uno dei più significativi monumenti storico-archeologici del patrimonio culturale del nostro paese, celebrato in Italia e in tutto il mondo». Poteri straordinari, compresa la possibilità di utilizzare le procedure d urgenza, sono affidati a Marchetti, Direttore regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici del Lazio, nominato Commissario delegato «per fronteggiare la situazione di criticità». Marchetti disporrà gli interventi necessari avvalendosi del Soprintendente per i beni archeologici di Roma, Angelo Bottini, in qualità di «soggetto attuatore». Inoltre, il Commissario delegato avrà al suo fianco una task force composta di 5 unità scelte tra il personale del Ministero per i Beni e le Attività Culturali. Dal fondo nazionale di protezione civile è assegnata al Commissario la somma di 800 mila euro, che si aggiungono alla somma di 3 milioni di euro già stanziati. Il programma dettagliato e cronologico degli interventi sulla Domus Aurea, che porteranno alla sua riapertura al pubblico in completa sicurezza, sarà presentato prossimamente. Tjntplli ha già annunciato di «volerli illustrare innanzitutto al sindaco di Roma, Walter Veltroni». E' stato il pericolo di crolli, provocato dalle troppe infiltrazioni d'acqua e dalla scarsa manutenzione a far scattare il 12 dicembre 2005 la chiusura d'urgenza della Domus Aurea Ne-roniana, uno dei monumenti più visitati della capitale, che era stata parzialmente agibile solo dal 1999. Ora, ad otto mesi dalla decisione di chiudere al pubblico il monumento, presa dall'allora ministro per 1 Beni culturali Rocco Buttiglione, il governo Prodi si muove per permetterne la riapertura, dopo la necessaria messa in sicurezza. Della grandiosa opera neroniana rimangono 150 stanze (32 erano rimaste aperte fino alla mattina di quel 12 dicembre, visitate ogni giorno da mille persone) situate sotto il terrapieno del Colle Oppio, a un passo dal Colosseo e dai Fori. Sulla Domus Aurea sono già stati elaborati progetti di intervento per riqualificare l'intera area di Colle Oppio, ricchissima di monumenti, dalle terme di Traiano a quelle di Tito. A mancare sono stati però i fondi. Oltre alla speranza di riprendere gli scavi archeologici, fermi da quando si è esaurita la vena dei finanziamenti, la priorità è puntare alla impermeabilizzazione di tutti i 15 mila metri di terreno che oggi ricoprono come un tetto spesso tre metri, ma che fa acqua, gli ambienti ipogei della dimora neroniana. Le infiltrazioni stanno da tempo provocando un lento ma progressivo disgregamento della malta e fanno soffrire anche gli affreschi. Con danni che arrivano anche dalla vegetazione soprastante. E ad annunciare, il 19 agosto scorso, che dalla prossima primavera si procederà alla impermeabilizzazione della parte superiore della Domus Aurea, eliminando il giardino soprastante, è stato lo stesso sovrintendente archeologico di Roma, Angelo Bottini. «Ci sono - ha spiegato Bottini - anche problemi di natura statica. La nostra idea è quella di consentire l'accesso ai turisti grazie a un ponteggio e nel contempo proseguire i lavori». L'idea, una volta restaurata la Domus Aurea, per la quale sono già in corso i lavori preliminari, potrebbe riguardare più in generale la revisione complessiva del parco del Colle Oppio, quest'ultimo di competenza comunale. «Se questo progetto andrà in porto - ha spiegato il sovrintendente ai Beni culturali del Comune di Roma, Eugenio La Rocca - si potrà finalmente parlare di cambiare alcuni dei percorsi viari che interessano il parco: ad esempio, via del Colle Oppio taglia il percorso delle Terme di Traiano: un errore urbanistico risalente agli anni Trenta.