Ieri un pomeriggio di telefonate frenetiche, smentite e chiarimenti hanno gettato acqua sul fuoco delle parole di Vittorio Sgarbi sul sistema arte torinese e sugli enti che lo costituiscono. Ricucito lo strappo si è sfiorato un nuovo incidente diplomatico alla notizia, poi smentita, che l'assessore milanese avrebbe nominato Francesco Micheli nuovo presidente di Mi.To., il festival musicale che dal prossimo anno affiancherà i concerti di «Settembre Musica» a quelli di «Milano Musica». Per qualche ora la rassegna torinese ha «rischiato» di avere un presidente milanese. All'indomani della feroce polemica sollevata dalle dichiarazioni di Sgarbi sul suo disprezzo per l'arte contemporanea e, soprattutto, sulla scarsa, se non nulla, considerazione per chi l'arte contemporanea a Torino la fa e la rappresenta, si tenta di smorzare i toni. L'assessore alla cultura milanese ha a cuore soprattutto un punto: «L'arte contemporanea l'amo profondamente e chi sostiene il contrario non mi conosce. La prima mostra che organizzerò è di Basquiat: se non è arte contemporanea questa». Le polemiche erano nate dalle anticipazioni di un'intervista al «Giornale dell'Arte» in uscita a settembre, in cui Vittorio Sgarbi e Fiorenzo Alfieri sostenevano, tra l'altro, la rilevanza di Torino nell'arte contemporanea e l'au-spicio di nuove alleanze, dopo il segnale positivo del progetto che prevede, dal prossimo anno, che «Settembre Musica» si allarghi anche a Milano, diventando di fatto uno dei più grandi festival musicali europei. Mi.To., lo chiamano per brevità. Tra commenti, reazioni, polemiche, puntualizzazioni e precisazioni Sgarbi aggiunge che su Torino, sulla sua amministrazione, sul suo sindaco e assessore alla cultura e, naturalmente, sul suo sistema arte, non ha che parole di encomio e rispetto, ammirazione e considerazione. Nessuna frattura con Chiamparino, né tantomeno con Alfieri. Ma per chi pensa che Sgarbi si sia trasformato in un agnellino docile docile sbaglia: «Amo l'arte contemporanea e, proprio per questo, detesto chi d'arte non ne sa nulla, chi segue solo le mode e il mercato. Incompetenti». Sgarbi torna ad accusare la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo e il suo direttore artistico, Francesco Bonami e rilancia con una nuova provocazione, questa volta politica: «L'arte moderna è rottura di schemi, è molto eversiva e quasi di sinistra: guarda caso la Sandretto e Bonami sono di destra...». Sgarbi, messe da parte - per qualche minuto - le polemiche al «discepolo di Bonito Oliva, un altro ignorante» e alla fondazione «che chiama arte quello che è moda», torna sull'alleanza Torino-Milano: «Ribadisco quello che dice Alfieri: le due città hanno la fortuna di avere offerte culturali ben precise e diversificate, che non si sovrappongono, ma anzi possono coesistere perfettamente». L'idea promossa dall'assessore torinese piace a tutti: una città lineare che p"arte da Torino e arriva a Milano e viceversa, in un offerta culturale che, dopo l'alta velocità, diventerà una delle più importanti del paese: «Abbiamo la fortuna di non sovrapporci in niente - dice Alfieri - le grane bisognerebbe proprio andarsele a cercare». Rientrata la polemica con il collega milanese, Alfieri conferma l'annuncio dell'accordo su Settembre Musica, in programma il primo settembre, ma ribadisce che «la Sandretto è una componente importante del sistema dell'arte contemporanea torinese, che svolge una funzione fondamentale perché opera soprattutto con giovani artisti e che na saputo conquistarsi un posto significativo a livello internazionale. Consiglieri a Sgarbi di cercare di passare dalla fase di critico d'arte a quella di assessore alla cultura di una grande città».
Lo Sgarbi furioso dura un giorno
L'assessore alla cultura di Milano, Fiorenzo Alfieri, ha confermato l'accordo con Torino per l'annuale Settembre Musica, che dal prossimo anno si estenderà anche a Milano. La notizia era stata preceduta da polemiche tra Vittorio Sgarbi, assessore alla cultura di Torino, e Fiorenzo Alfieri, che aveva affermato che Sgarbi avrebbe nominato Francesco Micheli nuovo presidente di Mi.To., il festival musicale torinese. Sgarbi aveva poi smentito le dichiarazioni e confermato l'accordo con Alfieri. Alfieri ha anche sottolineato l'importanza della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, che opera soprattutto con giovani artisti e ha conquistato un posto significativo a livello internazionale.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo