Non si placa la polemica tra Vittorio Sgarbi e il ministro alla Cultura Rutelli sulla indisponibilità di alcuni quadri La polemica con Rutelli non finisce qui. Non si penserà mica che io molli così facilmente il San Sebastiano!». Il presidente del Comitato nazionale per le celebrazioni del 5. centenario della morte di Andrea Mantegna, Vittorio Sgarbi, nella sua inesausta furia creativa da critico maudit, non è per nulla appagato dalla vittoria su Brera. Il «Cristo Morto» andrà a Mantova per la grande mostra su Mantegna, «ma io sono stato tentato a questo punto di dire, lasciamolo a Milano». Non lo farà, naturalmente, ma la sua battaglia per l'arte negata prosegue. La lista dei Mantegna negati è lunga: non arriveranno probabilmente il San Giorgio dalla Galleria dell'Accademia di Venezia («un puro capriccio dei funzionari, non spostarlo fino a Padova»), un Trittico degli Uffizi, Cristo con l'animula della Vergine dalla Pinacoteca Nazionale di Ferrara, una Madonna con bambino e santi dalla Galleria Sabauda. Altri dinieghi da Milano: il San Bernardino da Siena e Angeli, e due Madonne con bambino, una del Poldi Pezzoli, l'altra dell'Accademia Carrara di Bergamo. Su entrambe, dice l'assessore, la giurisdizione è di Brera. In effetti, visto che il sito del museo di Bergamo pubblicizza nel settore «Capolavori in trasferta» il volo a Washington del Cristo Redentore di Marco Basaiti (1517), sarebbe interessante capire quali sono i criteri che governano gli spostamenti delle opere d'arte. È evidente che l'assessore pensa a un complotto anti-Sgarbi. «Fossi ministro io insiste darei a tutti questi funzionari sospensioni e cen-sure, perché questo loro non voler separarsi dalle opere... non si tratta di accortezza o di prudenza, ma di vera e propria masturbazione». Quindi, nonostante dichiari di odiare i comunisti, «sarà lotta continua». Soprattutto sul San Sebastiano della Ca' d'Oro. «Se è in corso un restauro delicato, che me lo diano quando sarà pronto, per il 15 ottobre. Allora non c'è più ragione di negarlo». Ancora nel mirino quindi Rntplli definito «ministro ventriloquo che ripete cose che non sa a proposito dello stato di salute dei dipinti», promosso invece a pieni voti il finanziere Francesco Micheli, già direttore del Conservatorio milanese, che non solo diventa presidente del teatro Arcimboldi, ma anche del Mi.To., il super-festival della musica che altro non è che l'allargamento di Settembre Musica, kermesse ormai trentennale, da Torino a Milano. Ma non ci si ferma qui. «Se c'è l'alta velocità dice giustamente Sgarbi inutile fare contrapposizioni o continuare a scambiarsi quadri». Non solo musica quindi (il Mito di Barenboim), ma anche esposizioni e mostre da realizzare su due città sempre più vicine. In questo senso, anche l'arrivo a Brera di Carla Enrica Spantigati proprio dalla città piemontese, è un segnale di collaborazione, non solo con Torino, ma si spera anche con la Pinacoteca milanese. Poi, per dimostrare che Milano non ha nulla da invidiare a Roma, ma solo problemi di comunicazione («Albertini non ha mai fatto come Veltroni una manifestazione per ogni vicolo che inaugura»), Vittorio Sgarbi preannuncia la sua lunghissima lista di progetti. Intanto, la rivincita del Mantegna, con una mostra su di lui e sulla scultura del '400 che ne è stata influenzata, una grande esposizione estiva dedicata a Boterò (dal 20 luglio al 20 ottobre), la creazione di due nuovi Padiglioni per l'arte Contemporanea, uno in viale Umbria e uno alla Stazione Centrale, e soprattutto la nascita di un asse Comune-Provincia-Regione che realizzi almeno una grande mostra all'anno, spaziando dal Palazzo della Ragione milanese fino alla villa Reale di Monza.
A caccia degli altri Mantegna: il critico vuole a tutti i costi il San Sebastiano di Venezia
Vittorio Sgarbi, presidente del Comitato nazionale per le celebrazioni del 5 centenario della morte di Andrea Mantegna, è in polemica con il ministro alla Cultura Rutelli sulla indisponibilità di alcuni quadri di Mantegna. Sgarbi sostiene che alcuni quadri non saranno esposti a Brera, ma non li farà andare a Mantova come previsto. Altre opere di Mantegna, come il San Giorgio dalla Galleria dell'Accademia di Venezia, non arriveranno a Brera. Sgarbi accusa Rutelli di voler negare l'esposizione di queste opere. Il ministro ha dichiarato che la giurisdizione è di Brera, ma Sgarbi sostiene che ci sia un complotto contro di lui.
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