Un piccolo tempio dedicato alla dea Demetra, risalente all'epoca etrusco-romana è stato scoperto in località Bosco delle Valli, nei pressi di Vetralla. Il ritrovamento è stato compiuto dalla Soprintendenza archeologica all'Etruria Meridionale, a seguito di una segnalazione, lo scorso mese di aprile, ma la notizia è stata diffusa solo ieri dall'assessore al patrimonio del comune di Vetralla, Maurizio Sensi, che ha chiesto alla Regione Lazio un finanziamento per riprendere gli scavi, sospesi per mancanza di fondi. Il piccolo tempio è ritenuto di grande valore dalla Soprintendenza. All'interno dell'edificio, sono stati ritrovati preziosi reperti, tra i quali spiccano manufatti raffiguranti organi genitali maschili e femminili, che hanno permesso di collegare la struttura alla dea della fertilità, Demetra appunto. I reperti sono custoditi nel museo nazionale etrusco di Villa Giulia a Roma. «È nostra intenzione - ha detto l'assessore Sensi - promuovere una mostra itinerante per rendere visibili al pubblico i reperti. Per l'occasione la Sovrintendenza si è impegnata a realizzare una ricostruzione del tempio. Contestualmente - ha aggiunto - il Comune ha richiesto alla Regione Lazio un finanziamento di 250mila euro per continuare gli scavi». Secondo Sensi, il tempio è praticamente integro. La terra con la quale è stato ricoperto, con molta probabilità in epoca romana, lo ha praticamente sigillato e preservato per 20 secoli. «Ci impegneremo - ha concluso Sensi - per fare in modo che i reperti tornino a Vetralla».
VETRALLA - Ritrovato tempio etrusco di grande valore
Un piccolo tempio etrusco-romano dedicato alla dea Demetra è stato scoperto a Bosco delle Valli, nei pressi di Vetralla. La Soprintendenza archeologica all'Etruria Meridionale ha scoperto il tempio dopo una segnalazione. All'interno del tempio sono stati ritrovati reperti preziosi, tra cui manufatti raffiguranti organi genitali maschili e femminili. I reperti sono custoditi nel museo nazionale etrusco di Villa Giulia a Roma. L'assessore del comune di Vetralla, Maurizio Sensi, ha richiesto un finanziamento di 250mila euro per continuare gli scavi e promuovere una mostra itinerante per rendere visibili i reperti.
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