Composta da sette membri che entro settembre formuleranno una serie di proposte. Via libera al «Cristo morto» di Brera per la mostra mantovana. Sgarbi: Anche Milano celebrerà il Mantegna con una grande esposizione la prossima primavera Potrebbe essere l'attuale ministro dei Beni Culturali, Francesco Rutelli, l'uomo destinato a scrivere la parola fine nell'eterno capitolo delle battaglie sui prestiti museali. Le polemiche erano state scatenate dall'intervento dell'assessore alla Cultura di Milano, Vittorio Sgarbi, che ha denunciato il mancato prestito del «Cristo morto»', capolavoro di Andrea Mantegna, da parte dell'Accademia di Brera per la mostra itinerante che celebrerà i 500 anni dalla morte dell'artista. Mancato prestito a suo giudizio non giustificato. Dopo lo scontro, Rutelli ha comunicato ufficialmente di aver dato «un parere favorevole, dopo un sopralluogo tecnico accurato, alla presenza anche del "Cristo morto" di Mantegna conservato a Brera alla mostra mantovana», e ha deciso di regolamentare la materia per evitare altri sgradevoli episodi. Il ministro ha quindi annunciato, proprio a margine di uno dei dibattiti di «Cortina Incontra» laddove è nata la polemica ad opera di Sgarbi, la nascita di una Alta Commissione composta da sette membri, sette «alte personalità» che entro il mese di settembre formuleranno una serie di proposte destinate a diventare le future linee guida in tema di prestiti e esibizione dei tanti capolavori dell'arte italiana. Proposte che verranno presentate al neoistituito Consiglio superiore dei Beni Culturali. Una decisione destinata a cambiare finalmente il far west dei prestiti museali dove arbitrariamente questo o quel sovrintendente è libero di decidere se, come, dove e quando prestare capolavori che sono patrimonio di tutti. Da ultimo, oltre al caso del «Cristo morto», non si può non ricordare quello della «Annunciazione» di Leonardo da Vinci, custodita agli Uffizi, che andrà a Tokyo per la mostra «Primavera italiana 2007» dove sarà l'ospite d'onore di uno degli avvenimenti più importanti dell'anno. Quanto al Mantegna, anche Milano lo celebrerà, con una grande mostra che si terrà la prossima primavera e che si articolerà su due sedi: Brera, dove sarà esposta la pittura da Mantegna al Bramantino, compreso il tanto conteso «Cristo morto», che prima andrà appunto in prestito a Mantova, e il Castello Sforzesco, che ospiterà la scultura con Amadeo e Piatti e gli arazzi del Bramantino. Lo ha annunciato il presidente del comitato organizzatore delle celebrazioni per il Mantegna, Vittorio Sgarbi, nel corso di una conferenza-fiume tenuta ieri mattina a Palazzo Marino. Riguardo alla polemica sul «Cristo morto», che Brera non voleva prestare a Mantova, ha spiegato che «Brera non dialoga con Milano, ma nemmeno con i suoi superiori perchè il Mantegna è una mostra di Stato e in questo caso io non sono una controparte, ma la parte, in quanto presidente del comitato organizzatore». Commissione che - ha sottolineato Sgarbi, rispondendo a Stefano Zecchi, che ha definito la mostra «turistica» - «è la più alta possibile sul Mantegna». Non si chiude ancora, inoltre, la polemica con il ministro Rutelli sul pittore. «Non mollo sul "San Sebastiano", è iniquo - ha affermato - che un ministro ripeta come un ventriloquo cose che non sa sullo stato di salute dell'opera». Sgarbi ha annunciato l'intenzione di dare battaglia per avere a Mantova anche il «San Giorgio» custodito a Venezia e la «Madonna con bambino» dell'Accademia Carrara di Bergamo. E per la prossima estate, l'assessore ha già deciso che a Palazzo Reale, dal 20 luglio al 20 ottobre, arriveranno le opere «del più grande artista contemporaneo vivente, Botero». Per l'arte contemporanea, insieme al Pac, Sgarbi vorrebbe anche altri poli espositivi, tra cui la Stazione Centrale, mentre per quella antica gli piacerebbe creare un circuito tra Palazzo Reale, Palazzo della Ragione e la Villa Reale di Monza, da gestire insieme a Provincia e Regione.