edificate tra il primo e il secondo secolo, vennero riscoperte da Ignazio di Biscari L'appuntamento con la storia è già fissato. Sabato nove settembre alle 9,30 saranno riaperte ai visitatori e alla città le Terme Achilliane, alla presenza dell'assessore regionale ai Beni culturali Lino Leanza, dell'arcivescovo Salvatore Gristina, del sindaco Umberto Scapagnini e dell'assessore alla Cultura Giuseppe Maimone. La riapertura del monumento che si estende sotto piazza Duomo, dall'interno della cattedrale fino alla fontana dell'Elefante, chiude finalmente la lunga vicenda del delicato intervento di restauro delle terme, realizzato dall'Amministrazione comunale per rimettere in sicurezza un sito storico fortemente compromesso dall'insufficiente sistema di smaltimento delle acque piovane. Il «traguardo» della riapertura delle Terme Achilliane si deve anche alla stesura di un protocollo d'intesa che ha messo d'accordo Sovrintendenza (e quindi Regione), Amministrazione comunale e Curia, enti che si dividono le competenze sul monumento, e che hanno stabilito intanto di dare via libera alla fruibilità delle Terme. Queste potranno così divenire il primo «biglietto da visita» del patrimonio storico e archeologico della città per le migliaia di turisti che ogni giorno proprio da piazza Duomo cominciano il loro percorso alla scoperta del centro storico. Turisti che, fino a questo momento, non hanno avuto la possibilità di conoscere le bellezze che anche il sottosuolo di piazza Duomo riserva ai visitatori. L'intesa prevede che la Sovrintendenza metta a disposizione un custode, mentre il Comune disponga il presidio di un vigile urbano a garanzia della sicurezza, mentre la Curia si è fatta carico dell'impegno per le visite guidate all'interno delle Terme Achilliane. Una riapertura, quella annunciata per il prossimo nove settembre, preceduta da contrapposizioni e da una polemica che un anno addietro vide protagonista l'assessore Gianni Vasta, che «minacciò» anche di svolgere le mansioni del capocantiere e affermò di non voler attendere alcuna cerimonia ufficiale con i rappresentanti di Curia e Regione, chiedendo l'immediata riapertura del monumento, «per rispetto alla città, a chi vi ha lavorato, ai turisti che vengono in visita».