La grande statua di Ramsete II trasferita dalla stazione del Cairo. Nel deserto sorgerà un nuovo museo PER GLI egiziani è stato un evento storico, degno di una diretta tv e di una cerimonia solenne ma sobria soltanto per rispetto della situazione in Libano. Il faraone dei faraoni ha traslocato e se n'è tornato a casa. La colossale statua di granito rosso di Ramsete II il Grande, il sovrano costruttore del regno, colui che sconfisse gli ittiti nella battaglia di Qadesh, è stata trasferita dalla piazza della stazione ferroviaria centrale del Cairo al sito desertico di Mit Rahina, nello stesso luogo in cui fu scoperta nel 1882, a due chilometri di distanza dalle piramidi. Qui sorgerà presto il Grand Egyptian Museum. Ha più di tremila anni, il colosso di Ramses, è alto 35 metri e pesa 83 tonnellate. Ha dovuto sopportare per cinquantadue anni il rumore infernale e il progressivo inquinamento della metropoli egizia, cosa che ha destato non poche preoccupazioni negli archeologi. «Finalmente Ramses sarà felice, ci avrebbe maledetto dalla tomba se lo avessimo lasciato in quel caos», ha commentato Zahi Hawass, il responsabile delle antichità egizie noto in tutto il mondo grazie alle sue continue performance televisive. Auto, bus, gas di scarico e continue vibrazioni della metropolitana stavano pregiudicando la statua-simbolo dell'Egitto. Il viaggio è durato undici ore, ci sono voluti 1500 soldati, decine di migliaia di persone sono scese in strada per salutare la partenza del Grande Faraone della XIX dinastia. Perché Ramsete (o Ramses) è davvero il più famoso di tutti, è l'uomo-dio che governò l'Egitto per 67 anni e che, secondo gli storici, riuscì a toccare la rispettabile età di 97 anni. Ben spesi anche sul versante personale, se è vero che ebbe sei mogli, tra cui Nefertari, un numero imprecisato di concubine e più di cento figli. Sostenuto da due gru, imbracato in una impalcatura di legno e ferro, avvolto in teli, il colosso ha attraversato la città tra una folla festante. Persino il guardiano del sito in cui la statua giaceva prima del suo trasferimento al Cairo ha detto la sua in tv: «Era necessario che nonno Ramsete tornasse nella sua dimora, questa è casa sua, il giorno in cui ci ha lasciati abbiamo pianto». Secondo Ibrahim Nofal, questo il nome del custode, la sua casa - che è vicina al luogo in cui fu rinvenuta la statua - è diventata meta di pellegrinaggio per donne senza figli, convinte che fare sette volte il giro dell'edificio possa risolvere il loro problema. Evidentemente la fama del faraone prolifico è riuscita a superare indenne i millenni. Oltre che magnifico guerriero e saggio governatore, Ramsete II è ricordato anche come uno dei più grandi costruttori di templi e di edifici pubblici dell'antico Egitto. La nuova casa sarà quindi in linea con il suo regno: il futuro Museo Archeologico Egizio si annuncia monumentale proprio come piacerebbe a lui. «Faraonico» si dice, non a caso. Sarà pronto entro il 2011.