In merito all'articolo a firma Pierre de Nolac del 25 agosto u.s. intitolato «Un pezzo di camera a Torino», pubblicato oggi (ieri per chi legge, ndr) e relativo al restauro del fregio dipinto di G.A. Sartorio nell'aula di Montecitorio, mi corre l'obbligo di rettificare, nella mia veste di responsabile unico del procedimento e di stazione appaltante, alcune gravi imprecisioni in esso contenute. L'intervento di cui si tratta è a cura della direzione regionale per i beni culturali e paesaggistici in tutte le sue fasi, dall'appalto alla progettazione alla conduzione scientifica. Per prima cosa, l'importo complessivo dei lavori di restauro ammonta a 3 e non a 4 milioni di euro: questo infatti è il finanziamento disposto con decreto datato 7 marzo 2006 del ministero per l'economia e le finanze, assegnato all'amministrazione dei beni culturali. In secondo luogo, l'obbligo di allestire il laboratorio di restauro all'interno del territorio del comune di Roma è stato esplicitamente richiesto nel progetto definitivo posto a base della gara, proprio in considerazione dei rischi cui potevano essere esposte le tele pittoriche, e ulteriormente ribadito alla ditta vincitrice della gara. È pertanto destituita di ogni fondamento la notizia che le tele saranno trasferite, per il restauro, presso una ditta specializzata di Torino. Infine, l'affidamento dei lavori si è svolto nel più completo rispetto delle norme vigenti: alla gara sono state invitate cinque imprese in possesso dei requisiti previsti dalle leggi (NOS, OG2, OS2), e si è proceduto all'aggiudicazione in base all'offerta economicamente più vantaggiosa, come si può agevolmente riscontrare nella documentazione agli atti. Il progetto redatto dalle Soprintendenze competenti è stato particolarmente elaborato, a causa sia delle caratteristiche complesse del luogo dell'intervento sia della notevole valenza storico-artistica dell'opera. Ovviamente, secondo le procedure scientifiche di comportamento di questa amministrazione, i pannelli pittorici sono stati consolidati prima della loro movimentazione. Anche in questo caso, dunque, ogni illazione su un bando tagliato su misura per una specifica ditta deve intendersi come infondata e tendenziosa. Il direttore regionale per i beni culturali e paesaggistici del Lazio Ministero per i beni e le attività culturali Ing. Luciano Marchetti
La camera dei deputati non trasloca le sue opere d'arte
Un articolo di giornale di Pierre de Nolac, pubblicato il 25 agosto, ha sollevato alcune imprecisioni sul restauro del fregio dipinto di G.A. Sartorio nell'aula di Montecitorio. Il direttore regionale per i beni culturali e paesaggistici del Lazio, Ing. Luciano Marchetti, ha rettificato alcune gravi imprecisioni contenute nell'articolo. L'intervento di restauro ammonta a 3 milioni di euro, non a 4, e non è stato affidato a una ditta specializzata di Torino, ma è stato eseguito in base alle norme vigenti. Le tele saranno trasferite presso un laboratorio di restauro all'interno del territorio del comune di Roma.
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