Confindustria Veneto e Aduc: no all'ennesimo balzello I maggiori poteri fiscali e tariffari per gli enti locali già a partire dalla prossima Finanziaria, e in vista dell'attuazione della legge-delega sul federalismo fiscale, promessi dal ministro per gli affari regionali Linda Lanzillotta soddisfano l'Anci. Ma non i consumatori e le imprese. «Prendo per buono l'impegno del ministro Lanzillotta», ha commentato il vicepresidente dell'Associazione dei comuni Fabio Sturani, «di dare maggiore autonomia agli enti locali. Ma questo non può essere inteso come un risarcimento per ulteriori riduzioni dei trasferimenti. Penso che questo possa effettivamente rientrare già nella Finanziaria 2007», continua Sturami, «anche alla luce del Dpef, dove si parla di saldi tra entrate e uscite per le autonomie locali e non più di tetti di spesa». Questo significa anche introdurre la possibilità di prevedere in autonomia tasse di scopo mirate a servizi aggiuntivi, come, per esempio, un ticket da far pagare ai turisti per i servizi pubblici di cui usufruiscono nelle località che visitano. Ma non solo in città a vocazione turistica come Roma, bensì anche in altre località che solo in estate affrontano la necessità di servizi aggiuntivi per una popolazione non residente (si veda Italia Oggi del 23 e del 24 agosto). «Il ticket», spiega il vicepresidente dell'Anci, «non ha lo scopo di penalizzare il turismo, ma di offrire migliori servizi ai visitatori. Se la tassa di scopo è inserita in un progetto complessivo non dovrebbe spaventare gli imprenditori del settore». Immediata la replica degli industriali Veneti. «Nuove imposte indirette a carico dell'industria del turismo? No, non è proprio il caso di prevedere alcuna addizionale a chi sceglie il Veneto e le sue eccellenze per le vacanze», . ha commentato in una nota Confindustria Veneto, a nome delle imprese turistiche e rappresentanze regionali delle associazioni aderenti al sistema Federturismo. «È necessario che sempre più la politica si renda conto di quanto è importante, per la nostra economia, l'apporto che deriva dal turismo». I nuovi balzelli, secondo Confindustria Veneto, il più delle volte sono utili per fare cassa a fronte di trasferimenti dallo stato sempre più contenuti. «Non possiamo in alcun modo pensare che i costi che già le varie industrie turistiche venete e italiane devono sostenere», prosegue la nota di Confindustria Veneto, «siano ulteriormente maggiorati da imposte aggiuntive che non trovano riscontro negli altri paesi con i quali le nostre imprese sono chiamate a competere». D'accordo nel contenuto l'associazione dei consumatori Aduc. «Le ipotesi di applicare ticket per l'ingresso nelle città costituiscono solo nuove gabelle che non risolveranno i problemi», commenta il presidente dell'associazione, Vincenzo Donvito. Secondo il presidente dell'Aduc «qualcuno si è dimenticato che tutti paghiamo le tasse allo stato e che parte di queste tasse finisce ai comuni, mentre la fiscalità locale serve anche a pagare consumi, e che il decoro delle città serve ad attirare turisti che portano soldi alle varie attività e anche alle amministrazioni locali».
Ticket locali, si litiga. Anci: possibile la tassa per il turismo
Confindustria Veneto e Aduc hanno espresso dissenso per l'eventuale applicazione di nuove imposte indirette a carico dell'industria del turismo. Il ministro per gli affari regionali, Linda Lanzillotta, ha promesso di dare maggiore autonomia agli enti locali, ma questo non può essere inteso come un risarcimento per ulteriori riduzioni dei trasferimenti. Il vicepresidente dell'Anci, Fabio Sturani, ha spiegato che il ticket non ha lo scopo di penalizzare il turismo, ma di offrire migliori servizi ai visitatori. Confindustria Veneto ha espresso preoccupazione per nuove imposte indirette a carico dell'industria del turismo, che potrebbero aumentare i costi per le imprese.
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