Attacco frontale della Fiavet al governo. L'associazione che raggruppa le agenzie di viaggio, aderente a Confturismo-Confcommercio, critica duramente la creazione del portale che raccoglie le impressioni degli italiani di ritorno dalle vacanze oltre confine. Non solo: c'è anche l'accusa di non ascoltare le ragioni degli operatori turistici. «Sono veramente stupito che, trascurando del tutto le richieste di incontro e la disponibilità a collaborare che la Fiavet ha espresso fin dalle prime ore di vita del nuovo governo, e che ha poi ribadito in ogni utile occasione», ha dichiarato il presidente della federazione, Giuseppe Cassarà, «si privilegi una iniziativa comunicativa di dubbio effetto, e dal sapore più rivolto a un atteggiamento vacuamente populista che efficace, e si tralasci invece di analizzare l'esperienza delle migliaia di imprese che quotidianamente hanno il polso del mercato e conoscono i desideri e i problemi dei turisti, italiani e stranieri». Secondo Cassarà, si stanno commettendo due errori. Il primo «è quello di non comprendere come i flussi turistici in entrata e in uscita siano fortemente connessi tra loro per problematiche di vettori, di visti, di reciprocità. In una economia aperta e globalizzata come la nostra, con una domanda turistica interna forte ed evoluta, non esiste quindi un incoming buono a cui si contrappone un outgoing cattivo: nel turismo non c'è spazio per il protezionismo». L'altro errore «è quello di correre dietro ai dati degli arrivi internazionali come unico indicatore di successo nazionale: semmai bisognerebbe considerare il fatturato, ma su questo punto il sistema statistico del turismo è ancora troppo arretrato per offrire dati attendibili». Sotto accusa, tra gli elementi che scoraggiano l'ingresso di turisti stranieri in Italia, i prezzi dei servizi e l'affidabilità, ma anche l'eventuale introduzione di nuove tasse di scopo o ticket turistici. «Non potremo certo aspettarci che i professionisti dei viaggi e delle vacanze siano entusiasti di programmare le nostre destinazioni», ha aggiunto Cassarà. «A parte la considerazione che, se i nuovi balzelli sono finalizzati effettivamente al miglioramento dei servizi sul territorio, può anche andare bene, mentre saremo fortemente contrari a pedaggi che servano esclusivamente a incrementare i bilanci dei comuni». Quanto al metodo, Fiavet non ha digerito il fatto che il ministro Francesco Rutelli «voglia privilegiare più un rapporto di intermediazione di vertici che il vertice stesso delle categorie, che certamente potrebbero proporgli dati e consigli più attendibili». In-somma, si chiede Cassarà, «dov'è finita la volontà di concertazione, più volte proclamata dai programmi dell'Unione?».