ROMA «Troppo fragili per viaggiare». E così «l'Annunciazione» di Leonardo da Vinci potrebbe restare agli Uffizi, e non volare a Tokyo dove è attesa per la mostra «Primavera italiana 2007», così come il «Cristo morto» di Mantegna rimarrà nelle sale della pinacoteca di Brera, nonostante le insistenze di Vittorio Sgarbi, presidente del comitato organizzatore delle manifestazioni in onore del pittore padovano, che vorrebbe esporre l'opera alla mostra organizzata tra Padova, Mantova e Verona. Ed è già polemica, in entrambi i casi, tra i tecnici delle Soprintendenze preposti alla tutela delle opere, cui spetta l'ultima parola sulla autorizzazione ai prestiti, e i curatori delle mostre, che si affidano alla presenza di capolavori per attirare il maggior numero di visitatori. Tanto che, nel caso di Mantegna, Vittorio Sgarbi si è rivolto con una lettera aperta, direttamente al ministro Francesco Rutelli (che però si è rimesso alle valutazioni dei tecnici) per denunciare il rifiuto da parte della Pinacoteca di Brera. L'opposizione al prestito dipenderebbe della delicatezza del dipinto (una tempera su tela) che si troverebbe in uno stato di particolare fragilità e bisognoso di restauro. «Respingendo la richiesta - ha denunciato Sgarbi - lo Stato non solo danneggia la mostra ma rinuncia ad incassare una somma che abbiamo calcolato in circa 3,6 milioni di euro». Il «Cristo Morto» con il suo arditissimo scorcio anatomico «richiamerebbe 200mila visitatori in più disposti a pagare 18 euro di biglietto». Una somma, ha detto Sgarbi, superiore a quella che sarebbe riscossa dalla Pinacoteca se il dipinto rimanesse dove si trova». Sgarbi ha ricordato che nel 2001 ottenne la stessa opera in prestito per una mostra a Mantova: «Se anche fosse vero che in cinque anni le condizioni sono peggiorate - ha aggiunto - il Comitato che presiedo è pronto a restaurare il dipinto a proprie spese». E ha chiesto una «perizia terza», affidata a Gianluigi Colaucci, già restauratore di Michelangelo alla Sistina e di Mantegna alla cappella Ovetari dì Padova, che dia un parere indipendente rispetto alla richiesta degli organizzatori e al rifiuto della Soprintendenza. Nel caso dell'«Annunciazione» di Leonardo, il direttore degli Uffizi Alberto Natali ha dichiarato che «finora nessuna richiesta di prestito è arrivata sul mio tavolo. Ne ho sempre solo sentito parlare, ma non c'è niente di scritto, Ci sono opere che si auto-escludono dal prestito e si tratta di quelle vette della cultura figurativa che non possono correre rischi, soprattutto di questi tempi. E mi riferisco all'Annunciazione, al Tondo Doni e ai Botticelli degli Uffizi». Quanto al Mantegna di Brera, secondo Natali «Rutelli. ha agito bene rifiutandosi di sovrapponi alle valutazioni tecniche dei responsabili della tutela».