CI sarà anche il Cristo morto al Palazzo Te di Mantova, nella grande rassegna dedicata a Mantegna nei 500 anni dalla morte, in programma dal 16 settembre al 14 gennaio. Lo ha annunciato ieri il ministro dei Beni culturali Francesco Rutelli comunicando di avere dato «un parere favorevole, dopo un sopralluogo tecnico accurato». Il ministro ha così posto fine alla polemica sollevata nei giorni scorsi da Vittorio Sgarbi, presidente del comitato organizzatore della mostra, in seguito al rifiuto - opposto dai vertici della Pinacoteca di Brera, dove il capolavoro di Mantegna è conservato - al trasferimento del dipinto per un presunto stato di eccessiva delicatezza. «Abbiamo reso disponibili - ha detto Rutelli -, anche con l'intervento del ministero, altre opere che venivano richieste sia dal comitato organizzatore sia dai sindaci delle città (la mostra ha tre sedi: oltre a Mantova, Padova e Verona, ndr) e penso che si tratti ora di decidere una linea guida per quanto riguarda i prestiti e le mostre. Per questo ho insediato una commissione di alto profilo scientifico, perché si possa operare su binari di maggiore certezza». Sgarbi ringrazia: «La giusta decisione di Rutelli stabilisce il primato dello Stato rispetto a una gestione privatistica di alcuni fun-zionari dirigenti di musei». Non verrà invece prestata l'altra opera di Mantegna richiesta da Sgarbi, il San Sebastiano, perché, ha spiegato Rutelli, è in una fase di restauro molto delicata. Negato anche il San Giorgio.