L'assessore: decisione sensata, sono contento VITTORIO Sgarbi, allora è finalmente contento? «Sì, plaudo a questo risultato. Ringrazio Francesco Rutelli. È la ragione di Stato che si manifesta nel modo più sensato. D'altra parte io non entro in una battaglia per perdere». Come mai Rutelli è arrivato a questa decisione? «Il ministero ha ritenuto di non poter insistere su una linea sbagliata. Io posso anche essere d'accordo sul fatto che non si spostino i quadri simbolo di un museo, ma non accetto che mi si dica che un quadro è fragile e che non può essere trasportato quando non è vero. Non mi va di essere preso in giro». Finita la guerra? «Non è stata una guerra, non chiedevo un piacere. Volevo un parere prò veritate e d'altra parte gli uffici che fanno capo a Rutelli sono anche i miei. Sei mesi fa ero pronto a dire "tenetelo a Milano il Cristo Morto e coinvolgiamo anche la città nella mostra"... ma ora io non mollo, dopo Milano bisogna conquistare anche Venezia». Cioè? «Per il Cristo Morto mi hanno detto sì, invece per il San Sebastiano veneziano no, perché è in restauro. Ma San Sebastiano è una tela più sana del Cristo Morto. Siamo di fronte, anche qui e di nuovo, a funzionali che ingannano il ministro. Non va bene. Sono tre anni che stiamo lavorando su Mantegna, possibile che lo debba no restaurare proprio adesso? Io non lo accetto. E allora, visto che non voglio fare polemiche, dico va bene. Lo sistemino pure e me lo mandino a mostra iniziata, invece che il 16 settembre il 16 ottobre».