Parere negativo, invece, per il "San Sebastiano" L'"Annunciazione" di Leonardo potrà partire per Tokyo Il ministro ha istituito una commissione tecnica che deciderà sui prestiti delle opere d'arte II Cristo Morto di Mantegna da Milano, dalla Pi-nacoteca di Brera, in prestito a Mantova, a Palazzo Te, in occasione della mostra che aprirà a metà settembre, e L'Annunciazione di Leonardo, nel 2007, da Firenze, dalla galleria degli Uffizi, a Tokyo. Il ministro per i Beni culturali Francesco Rutelli ha dato un taglio netto alle polemiche sui prestiti delle opere d'arte che hanno agitato e agitano il mondo dell'arte. A Cortina, durante un dibattito, con un decisionismo che ha pochi precedenti in materia, Rutelli ha comunicato di aver dato "parere favorevole, dopo un sopralluogo tecnico accurato" per "la presenza" del Cristo Morto "alla mostra mantovana sull'artista rinascimentale". Stessa cosa per l'Annunciazione di Leonardo. "L'ha chiesta il governo giapponese per quella che sarà la più grande mostra sull'arte italiana in Giappone e questo è un sacrificio che andava fatto", ha sostenuto sottolineando l'importanza del ritorno d'immagine per l'Italia, per i marchi italiani e per il turismo. Le parole del ministro, anche se hanno chiuso una polemica avviata da Vittorio Sgarbi dopo il rifiuto opposto dai vertici del museo milanese al trasferimento dell'opera per un presunto stato di eccessiva delicatezza del dipinto, ne ha aperto una nuova, un conflitto per il momento abbastanza sotterraneo con i dirigenti e i funzionari delle soprintendenza che si erano opposti a questa scelta. È vero che Rutelli ha assicurato di aver "insediato una commissione di alto profilo scientifico perché in materia di prestiti di opere d'arte si possa operare su binari di maggior certezza". Ha spiegato che le opere venivano richieste "sia dal comitato organizzatore sia dai sindaci delle città e che ora si tratta di decidere una linea guida per quanto riguarda i prestiti e le mostre". Ma è altrettanto vero che le parole del ministro hanno sollevato perplessità, quasi un senso di impotenza tra gli storici d'arte delle soprintendenze, anche se tutti hanno accettato la decisione. La Pinacoteca di Brera, contraria al prestito, di fronte alle parole del ministro per ora tace. Carla di Francesco, direttore regionale per i Beni culturali e paesaggistici della Lombardia, ha affermato: "Credo che il ministro Rutelli abbia spiegato le ragioni della sua scelta e ha ritenuto che le questioni poste dal Comitato nazionale presieduto da Vittorio Sgarbi fossero ragionevoli. C'è stato un approfondimento tecnico e le valuta-zioni, evidentemente, sono state ritenute tali da poter superare il parere di Brera". Silenzio anche a Firenze. Il direttore degli Uffizi, Antonio Natali, ha rifiutato qualsiasi commento. Si è limitato a dire: "È lui quello che decide". L'unico davvero soddisfatto è Vittorio Sgarbi, tra gli organizzatori delle mostre su Mantegna, che si terranno a Padova, Verona e Mantova. Non avrà comunque il San Sebastiano, della galleria Ca' D'oro perché in restauro. E neppure il San Giorgio dell'Accademia di Venezia, perché sotto osservazione. Ma riceverà il Cristo, uno dei simboli del Mantegna, il più celebre, sicuramente in grado di "attrarre" pubblico alle esposizioni. E ha subito ringraziato Rutelli. Ma ha spiegato di non aver mai avuto dubbi perché il quadro, a suo dire, è in buon stato di salute: "È una questione sanitaria, se uno è malato è ovvio che non può andare in ufficio, ma se sta bene può essere trasferito". E comunque una nuova richiesta: " II San Sebastiano'? Possono prestarcelo tra un mese, dopo la fine del restauro". Quanto al ministro, il suo teorema è semplice: "L'Italia ha un patrimonio immenso, dev'essere tutelato, ma dobbiamo anche sapere che farlo conoscere è un arricchimento e un'opportunità per i musei".