Il monumento è ingabbiato nei ponteggi dopo il crollo di alcuni marmi nel ' 99 MANCANO i soldi per portare a termine il restauro della Cappella dei Principi. E il mausoleo dei Medici, con le sepolture dei granduchi Ferdinando I e II, Cosimo I, II e III, oltre a Francesco I, è ingabbiato nei ponteggi dopo il crolli di alcuni marmi nel 1999 e rischia di restare puntellato chissà per quanti anni. «Abbiamo chiesto fondi al ministero già lo scorso anno, ma non ci sono stati assegnati spiegali soprintendente ai monumenti Paola GrifoniAnche il soprintendente Antonio Paolucci ci aveva promesso 500 mila euro per proseguire almeno per un po' l'intervento, ma non sono arrivati. Siamo costretti a bloccare un lavoro estremamente complesso, che abbiamo iniziato mettendo a punto una metodologia all'avanguardia, frutto di lunghi studi e mesi di prove». Ponteggi e puntelli costellano la parte superiore della grande sala ottagonale di 28 metri di diametro, rivestita da un mosaico di marmi di vari colori e pietre dure. Sono proprio le innumerevoli lastre di blocchi di marmo a rischiare il crollo, poiché i perni di ferro a cui sono ancorate sono ormai logorati e malridotti dall'umidità. Fino ad oggi i lavori diretti dai tecnici della soprintendenza sono riusciti a consolidare solo i rivestimenti di uno dei sarcofagi monumentali. Un altro è fermo a metà intervento. Se non arriveranno i finanziamenti, il cantiere resterà fermo. E la cappella incastrata nella selva di tubi. «Si tratta di operazioni complicate, basti pensare che tutte le lastre di marmo hanno uno spessore di 5-6 centimetri. Il loro mosaico è stato incollato con pece greca ad un blocco di pesantissima in pietra serena di 15 centimetri di spessore. Il tutto forma un pannello che pesa circa 200 chilogrammi. Inoltre la costruzione è sospesa nel vuoto, poiché la cappella interna è un'unità a se stante con volta a botte, invece il rivestimento è stato realizzato come un involucro ottagonale che non ripercorre i contorni della cupola, anzi in qualche punto dista da questa quasi 1 metro» spiega Vincenzo Vaccaro, architetto della soprintendenza che dirige i lavori. Come è stato realizzato il ripristino fino da oggi? Ogni blocco, a sua volta ancorato a perni di ferro ormai usurati, è stato staccato e revisionato, quindi è stato riattaccato non alla pietra serena, ma ad un nuovo supporto appositamente studiato e verificato. «Abbiamo usato una malta di pozzolana, piùleggera e inattaccabile dall'umidità, quindi sono stati fatti nuovi tiranti in acciaio invece che inferro per ancorare i vari blocchi» precisa Vaccaro. Il nuovo sistema è opera della soprintendenza, mentre al monitoraggio sulla staticità della cappella è stato effettuato in collaborazioni con la Facoltà di ingegneria dell'Università di Firenze. E se la situazione del rivestimento è drammatica, invece non ci sono problemi di statica per la struttura seicentesca, progetta da Matteo Rigetti nel 1604 su disegno di Don Giovanni de' Medici, figlio naturale di Cosimo I. E proseguono anche i lavori all'esterno, intorno alla seconda cupola di Firenze, dopo quella del Duomo opera di Brunelleschi. «Interveniamo sui distacchi di pietra forte e sui marmi, e siamo arrivati ad un quarto dell'opera. Abbiamo fondi per portarli avanti fino a primavera. Poi se non ne arrivano altri, anche lì ci dovremo fermare. Il lavoro va fatto e completato, perché non abbiamo più effettuato interventi da 60 anni e il degrado provocato da pioggia e agenti atmosferici provoca sfaldature e distacchi della pietra» conclude l'architetto Vaccaro.