Lo spostamento dei quadri di Mantegna non s'ha da fare, né ora, né mai. La mostra organizzata a Mantova per i 500 anni dalla morte dell'artista veneto, dovrà fare a meno del famoso Cristo morto custodito a Brera e del San Sebastiano conservato alla Ca' d'Oro di Venezia. Le condizioni e la delicatezza delle opere non consentono spostamenti, dicono dai rispettivi musei. Vittorio Sgarbi, presidente del comitato organizzatore della mostra, s'arrabbia, dà del bugiardo ai responsabili dei due musei e si appella al ministro Rutelli, che a sua volta non si oppone alle valutazioni dei tecnici e lascia le opere dove sono. Questa, in sintesi, la cronaca della nuova querelle legata al prestito di opere d'arte. Una volta era un fatto eccezionale, oggi molto meno. Anche gli Uffizi non sono immuni dal problema e già nel maggio 2007 l'Annunciazione di Leonardo da Vinci potrebbe «volare» a Tokyo in qualità di special guest della rassegna promozionale integrata «Primavera italiana», promossa ed organizzata dall'Ambasciata d'Italia a Tokyo (in collaborazione con il Ministero degli affari esteri, l'Istituto per il commercio con l'estero, l'Ente nazionale italiano per il turismo, la Conferenza delle Regioni, la Confindustria, la Fondazione Italia-Giappone, da parte italiana, e l'Istituto italiano di cultura, la Banca d'Italia, la Camera di commercio italiana e l'Alitalia in Giappone). A metà luglio la questione fu oggetto di un'interrogazione parlamentare (presentata dal senatore Paolo Amato di FI) e in quell'occasione il ministro Francesco Rutelli rivelò di aver parlato personalmente con Antonio Paolucci, soprintendente per il Polo Museale Fiorentino e responsabile per autorizzare il trasferimento del grande quadro finora mai uscito dagli Uffizi. «Bisogna avere tutte le cautele possibili, ma è un sacrificio giusto. Per il Giappone sarà un evento di enorme rilevanza. Certo - riconobbe il ministro - sono d'accordo che ci vuole accortezza nei prestiti. Ma ci sono situazioni che rendono giustificati momenti di generosità come questo. L'Annunciazione di Leonardo è una icona della nostra cultura - fece notare Rutelli - ed è giusto prestarla, per un evento di questo tipo, in un paese come il Giappone che ha una grande attenzione per la nostra cultura e offre grandi opportunità». La disputa sui due Mantegna - e il comportamento palesemente incoerente del ministro Rutelli - riaprono il dibattito e rinnovano le preoccupazioni di Antonio Natali, direttore della Galleria degli Uffizi. Riferendosi all'affaire Mantegna dice che «Se i tecnici, cioè i soprintendenti di Brera e Venezia, danno un parere negativo al prestito, questo va rispettato. Se poi i richiedenti non ci credono - dice Natali - il Ministero può verificare se è vero, ma io da Ministro avrei risposto come Rutelli». E poi aggiunge: «Se il Ministro ha accettato la risposta del tecnico, evidentemente si sta seguendo la prassi normale; il Ministro, che è politico, rispetta il giudizio di quel tecnico. Fosse sempre così... Quando si esprime un parere tecnico, il politico dovrebbe sempre ascoltarci. Il politico fa il politico e il tecnico fa il tecnico, dovrebbe sempre essere così!». Ma nel caso del capolavoro di Leonardo «promesso» dallo stesso Rutelli ai giapponesi, come si comporterà Natali? Varranno le discriminanti di «condizioni e delicatezza» chiamate in causa per Mantegna? «Ci sono delle opere che per loro stessa fama, natura, e non dico "unicità" perché tutte le opere sono uniche, ma per la loro stessa "incarnata notorietà" si autoescludono dal prestito - afferma Natali - . Per esempio il Tondo Doni di Michelangelo non è prestabile. Ragioniamo: si presterebbe un canto della Divina Commedia se esistesse soltanto manoscritta e persa quella la si perderebbe per sempre? Quale è l'assicurazione che può compensare la perdita del primo canto del Paradiso? A cosa ci serve una polizza? Esistono delle opere che, come documento poetico e storico, non possono lasciare la sede che le accoglie. E per certi capolavori - aggiunge il direttore degli Uffizi - dovrebbe essere il Ministero ad indicare, sollevandoci da tante magagne, che sono imprestabili. Inoltre per tutte la conservazione è determinante, perché se mi chiedessero la Madonna delle Rose di Tiziano, che è stata 50 anni in orizzontale per le sue condizioni critiche, io riponderei: "ma che scherziamo?" Certo che conta lo stato di conservazione, però non si prestano sia per il rispetto dei visitatori sia perché non c'è polizza che le ripaghi. In caso di perdita, l'assicurazione servirebbe solo per comprare i fazzoletti utili ad asciugare le lacrime del dispiacere».
Natali (Uffizi): Blocchiamo l'Annunciazione...
Il ministro Francesco Rutelli ha autorizzato il prestito dell'Annunciazione di Leonardo da Vinci ai Giapponesi, nonostante le preoccupazioni dei tecnici dei musei di Brera e Venezia. I tecnici hanno espresso un parere negativo al prestito, ma Rutelli ha deciso di ignorare la loro valutazione. Il direttore della Galleria degli Uffizi, Antonio Natali, ha espresso le sue preoccupazioni sul prestito di opere d'arte, affermando che i tecnici dovrebbero essere rispettati e che il ministro dovrebbe ascoltarli. Natali ha anche affermato che ci sono opere che non possono essere prestate a causa della loro condizione di conservazione.
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