SPILINGA Rubata nella notte una statuetta in gesso di San Francesco di Paola che si trovava all'interno di un'edicola votiva lungo la strada L'antropologo Lombardi Satriani: siamo alla desacralizzazione dell'oggetto che acquista così valore economico SPILINGA Rubata nella notte una statuetta in gesso di San Francesco di Paola che si trovava all'interno di un'edicola votiva lungo la strada Ennesimo furto sacrilego nel Vibonese L'antropologo Lombardi Satriani: siamo alla desacralizzazione dell'oggetto che acquista così valore economico Vincenzo Varone VTBO VALENTIA - La scia di furti di oggetti sacri che ha investito il Vibonese è più di un fatto di cronaca; è qualcosa di sinistro e di oscuro che sta oltraggiando la devozione popolare e i sentimenti della gente, da sempre legata alle figure dei santi. Ieri è stato segnalato l'ennesimo trafugamento di questo tipo. A Spi-linga,a pochi chilometri da Vibo Valentia, nella notte tra mercoledì e giovedì, è stata portata via la statua in gesso di San Francesco di Paola, collocata in un'edicola all'ingresso del paese. Ad accorgersi dell'avvenuto trafugamento è stato ieri mattina un abitante della zona che si era recato nel luogo in cui la statua è esposta alla devozione dei fedeli per deporre dei fiori e che ha avuto la sgradita sorpresa di notare che San Francesco non c'era più. Di quanto era successo è stato, quindi, avvisato il sindaco Franco-Barbalace, che, a sua volta, ha informato dell'accaduto i carabinieri della locale stazione. La statua rubata, realizzata circa un secolo fa, è alta circa ottanta centi metri. Particolarmente amareggiato per l'accaduto si è detto lo stesso sindaco Franco Barbalace: «II furto - ha detto - umilia tutta la cittadina di Spilinga che è particolarmente devota a San Francesco di Paola. Ci siamo già attivati per reperire, almeno per il momento, una nuova statua, nella speranza che nel frattempo venga recuperata quella originale». Quello di Spilinga è il quarto furto sacrilego che viene compiuto nel Vibonese negli ultimi giorni. In precedenza, tra il 14 e il 15 agosto, nello spazio di poche ore, nel giro di trenta chilometri, erano stati compiuti altre tre azioni delittuose di questo tipo. La prima sgradita "visita" era stata compiuta alla chiesa parrocchiale di Capistrano, dove era stata prelevata la statua del Bambino, che era in braccio alla Madonna della Montagna, particolarmente venerata dalla comunità locale e risalente al 1700. Il secondo trafugamento si era ve-rificato nella chiesa di Maria Ss. della Pietà di Maierato, recentemente restaurata, dove da una teca è stato prelevato un reliquario di forma ovale, con incisa la figura dell'Addolorata. Altri oggetti sacri, contenuti nella stessa teca, sono, invece, stati lasciati al loro posto. Il terzo furto era avvenuto a San Costantino Calabro, nella chiesa di San Rocco, dove è stata portata via una piccola statua della Madonna del Carmelo, risalente al diciottesimo secolo». Ieri, infine, è stato consumato il quarto furto, che ha avuto come teatro Spilinga. Stavolta, però, non è stata presa di mira una chiesa, bensì un'edicola, dove San Francesco di Paola era esposto alla venerazione dei fedeli. Ma chi e perché sta girando in lungo e in largo tutto il territorio del Vibonese per fare man bassa di oggetti sacri? La convinzione è che si tratti di una piccola banda di balordi, che agisce per conto di qualche organizzazione criminale dedita al lucroso traffico di opere sacre. Sembra, infatti, che al Nord e all'estero gli oggetti sacri siano particolarmente richiesti da gente, spesso insospettabile, disposta, pur di avere nel salotto di casa un pezzo di questo genere, a spendere fior di quattrini. «Oggi purtroppo si assiste - afferma il prof. Luigi Maria Lombardi Satriani, docente di Etnologia all'università "La Sapienza" di Roma - alla desacralizzazione, quindi, l'oggetto sacro acquista valore economico, fino a diventare un mezzo che può produrre ricchezza». È anche questo un segno dei tempi.
Ennesimo furto sacrego nel Vibonese
A Spilinga, in Calabria, è stata rubata una statua in gesso di San Francesco di Paola, collocata in un'edicola votiva. Il furto è avvenuto nella notte tra mercoledì e giovedì. Il sindaco Franco Barbalace ha espresso amareggiamento per l'accaduto, considerando che la statua era particolarmente venerata dalla comunità locale. Questo è il quarto furto sacrilego nel Vibonese negli ultimi giorni. I precedenti furti sono stati compiuti a Capistrano, Maierato e San Costantino Calabro. La polizia ha avvisato i carabinieri della stazione locale. La statua rubata è alta circa ottanta centimetri. Il prof.
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