Il finanziere, che ha avviato una collaborazione per una mostra a Roma, «prende atto» ma aspetta a pronunciarsi Il governatore Galan propone Palazzo Manfrin. Già avviato il restauro Francesco Rutelli visita riservatamente la collezione d'arte del finanziere Guido Angelo Terruzzi nella Riviera ligure, avvia una collaborazione per organizzare una grande mostra temporanea a Roma, e Venezia dopo oltre un anno si ricorda di «quel» Terruzzi. Quello che si era offerto di acquistare Palazzo Grassi per ospitarvi la sua collezione d'arte, e che a contratto quasi steso sivide superare al traguardo dal francese Pinault. La quadreria di Terruzzi suscita curiosità perché, ad eccezione di qualche prestito (ad esempio un Canaletto alla mostra tenutasi al Senato) non è mai stata esposta. Il suo cuore è costituito da artisti del Settecento e in particolare dai grandi vedutisti veneziani (i Canaletto sono sei, i Giambattista Cimaroli cinque, i Francesco Guardi diciassette...), ma non mancano opere delle scuole di Bologna, Napoli, Roma. «Non si può restare insensibifi all'eventualità che una così prestigiosa collezione giunga a Venezia», ha cominciato a dire il presidente della Regione Veneto Giancarlo Galan. Ed è andato oltre: «Offriamo una sede prestigiosissima nel centro storico veneziano e la restauriamo». La sede che la Regione propone a Terruzzi è Palazzo Priuli Manfrin, le fondamenta risalgono al Cinquecento, mail palazzo è stato riprogettato nel Settecento dall'architetto Andrea Tirali ed è piuttosto severo, già ispirato al gusto neoclassico. Palazzo Priuli, nel sestiere di Cannaregio (lo stesso di Palazzo Labia), fu acquistato nel 1787 da Girolamo Manfrin, un friulano che costruì una fortuna con il tabacco, grande appassionato d'arte. Vi sistemò infatti la sua collezione di cui si ha notiia da testi ottocenteschi che citano quadri di Raffaello, Giorgione, Bellini. La collezione negli armi andò dispersa, il palazzo è ora chiuso e vuoto. Nei saloni (quello da ballo è su due piani) ci sono affreschi di Mengardi e di Zais. Lo scorso giugno la Regione Veneto ha approvato una prima fase di restauro ad opera della sua controllata al 100 per cento, la Canalgrande spa. La proposta del governatore Galan smuove il clima politico veneziano già abbastanza agitato fra problemi produttivi (le chiusure degli impianti a Marghera) e artistici (lo scontro Venezia-Roma per la Biennale del cinema). Galan fa sapere che «se la proposta piace», se ne può parlare tutti insieme, anche con il Comune guidato da Massimo Cacciari e con la Provincia. Comune e Provincia avevano a loro volta manifestato interesse per la collezione Terruzzi (e l'assessorato alla Cultura del Comune Luana Zanella ha perfino invocato una «seconda possibilità» dopo il naufragio della trattativa su Palazzo Grassi). Ma non hanno un palazzo del Settecento da mettere sul tavolo e sono rimasti un p0' spiazzati. Terruzzi, dal canto suo, «prende atto» e tace. Probabile che voglia vedere le cose con più chiarezza e non voglia farsi coinvolgere in schermaglie fra amministratori di opposto segno politico. Quello che fa, al momento, è occuparsi della mostra che si terrà a Roma. Le cose si stanno muovendo velocemente, sono stati presi contatti con la sede più probabile, il Vittoriano, e la curatrice Annalisa Scarpa sta già lavorando a una possibile scelta delle opere. Non è facile, la collezione è composta da cinquemila pezzi tra quadri, arazzi, mobili, orologi, porcellane, objets de vertue.
Venezia offre una sede per la collezione Terruzzi
Il governatore della Regione Veneto, Giancarlo Galan, propone Palazzo Priuli Manfrin a Guido Angelo Terruzzi, finanziere che ha una collezione d'arte da esporre. La collezione è composta da opere del Settecento, tra cui vedutisti veneziani. La Regione propone di restaurare il palazzo e di ospitare la mostra. Terruzzi prende atto, ma tace. La Regione ha già iniziato il restauro del palazzo e ha preso contatti con la sede più probabile per la mostra, il Vittoriano. La curatrice Annalisa Scarpa sta lavorando a una possibile scelta delle opere. La mostra sarà una grande esposizione temporanea a Roma e a Venezia.
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