CORRIERE DELLA SERA 25-AGO-2006 Musei: continua la battaglia dei prestiti e dopo quella sul «Cristo morto» di Mantegna il direttore degli Uffizi si è detto contrario al trasferimento a Tokio dell'«Annunciazione» di Leonardo. IL CASO Sull'«Annunciazione» continua la discussione aperta per il «Cristo morto» Battaglia dei prestiti: dopo Mantegna, Leonardo Gli Uffizi dicono no a Tokio, mentre a Milano continua il braccio di ferro LA DISPUTA Sgarbi: «Dialogo con il ministro Rutelli». La direttrice regionale: «Si poteva proporre un collegamento video con Mantova» E dopo Mantegna non parte neppure Leonardo. Mentre sul «Cristo morto», atteso dal curatore Vittorio Sgarbi a Mantova per la mostra sul V centenario dalla morte del pittore e negato dalla sovrintendenza di Brera la giornata di ieri è stata di riflessione, il direttore degli Uffizi, Antonio Natali, ha messo altra carne al fuoco. Si è infatti dichiarato preventivamente contrario al possibile trasferimento in Giappone della «Annunciazione», uno dei capolavori di Leonardo da Vinci conservato agli Uffizi. Il dipinto sarebbe l'ospite d'onore della mostra «Primavera italiana 2007» in programma il prossimo anno a Tokio. «Fino ad ora precisa Natali ne ho sempre e solo sentito parlare e sul mio tavolo, al momento, non è arrivato niente di scritto. Certo, ci sono opere che di per sé si auto-escludono dal prestito e si tratta di quelle vette della cultura figurativa che non possono correre rischi, soprattutto di questi tempi. E mi riferisco all'"Annunciazione", così come al "Tondo Doni" e al Bot-ticelli». Natali, pur specificando che «ogni decisione deve comunque essere assunta dai competenti organi politici», definisce «un atto importante, intelligente e doveroso» quanto dichiarato dal ministro Francesco Rutelli sul dipinto del Mantegna conteso, quando ha precisato che il ministro «può disporre di potere di indirizzo, ma non intende compiere un gesto di imposizione sovrapponendosi alle valutazioni dei responsabili della tutela». Da Milano, il direttore regionale per i Beni culturali, Carla Di Francesco, riassume invece la posizione sul Mantegna, lasciando intrawedere qualche sbocco alternativo. «Già quattro anni fa si disse "mai più". Fu un errore prestare allora il "Cristo morto", lo credo che una mostra importante come quella di Mantova non dipenda da un solo quadro. Poi se si va fino a Mantova per vedere la mostra si può anche venire a Milano per vedere il "Cristo morto"». Quanto alla controperizia «inviata» da Sgarbi oggi o domani «non capisco che senso abbia afferma . Senza un incarico da parte del ministero un privato non può venire a Brera, staccare il quadro, e verificare il suo grado di conservazione. Al massimo Sgarbi può proporre una verifica congiunta, ma questa richiesta non è stata formalizzata. A dire il vero conclude , non sono state formalizzate nemmeno proposte alternative in questi mesi, come Brera sede supplementare della mostra: avevamo suggerito questa ipotesi anche per la mostra su Caravaggio quando non fu ceduta la "Cena in Emmaus". Anche il prestito per un periodo limitato mi sembra non serva, è il viaggio che non va fatto in quelle condizioni. Si poteva pensare anche a un collegamento informatico da Mantova con Brera: ma non sono state fatte proposte nemmeno in questo senso». Il presidente di Italia Nostra, Carlo Ripa di Meana, sostiene le tesi del ministero. «Ritengo che il parere espresso da Brera sia autorevole e vincolante, senza bisogno di arbitrati o magari un ricorso al Tar del Lazio anche per il "Cristo" del Mantegna! Italia Nostra sostiene che in Italia di mostre si muore... che troppo spesso passa la linea delle mostre "ostentative" con sempre isoliti capolavori straconosciuti oppure con improbabili accostamenti. Vorrei evitare tra qualche anno mostre-evento del tipo "Caravaggio On Ice"». E aggiunge: «Pensiamo al Satiro "emigrante" di Mazara del Vallo; dopo il restauro ha passato più tempo in tour per il mondo che a casa sua. Si sta esagerando, l'arte non può circolare come semplice "mercé"; sono d'accordo con chi dice che servono comunque regole». Un principio, questo, che trova concorde la neosovrintendente di Brera, Carla Enrica Spantigati: «Ci vorrebbe un regolamento per orientarsi nel prestito delle opere». Sgarbi, intanto, sta incassando sostegni da parte di critici e operatori dell'arte, e spera: «Sono in contatto con il ministro; lasciamo che ci sia un momento di riflessione». Forse si stanno vagliando alcune ipotesi di compromesso (prestito a più breve termine, collegamento con Brera). E intanto rilancia. «Porterò comunque Mantegna a Milano. Organizzeremo al Castello, spero già per primavera, una rassegna su Mantegna scultore e sullo sconosciuto Gianni Antonio Piatti, un artefice rinascimentale. Porteremo anche la Sant'Eufemia che viene dalla Basilicata e faremo in modo che il "Cristo morto", che è una sorta di scultura dipinta, partecipi al senso della mostra».