Terrorismo, trafficò di stupefacenti o di esseri umani, ma non solo. Le informazioni diffuse da Interpol riguardano anche la criminalità legata ai beni culturali. Se però è relativamente semplice raccogliere dati su opere d'arte rubate in Paesi quali l'Italia, la Francia o la Germania, del tutto differente è la Situazione in Iraq, i cui musei sono stati sottoposti a saccheggio nell'immediato dopoguerra. E subito è stato un continuo rincorrersi di voci e notizie discordanti sul numero e sul reale valore storico-artistico delle opere rubate. Interpol ha creato ad hoc una task force per far luce sulla situazione e recuperare i beni trafugati. «La struttura, nata di fatto a Lione il mese scorso, è composta da un pool di una dozzina di esperti - spiega Karl Heinz Kind, coordinatore per i crimini contro persone e beni - provenienti da organizzazioni internazionali quali l'Unesco o da musei e istituzioni culturali, e da una vera e propria squadra che riunisce alcuni servizi di polizia di vari Paesi», tra questi l'Italia. Proprio nei giorni scorsi si è svolta a Roma la prima conferenza tecnico-operativa tra specialisti e forze di polizia, durante la quale sono stati illustrati i risultati di indagini e analisi. «L'Italia ha assunto un ruolo di leadership all'interno della task force, proprio per la sua tradizione nelle inchieste sui traffico illecito di opere d'arte - sostiene Rodolfo Ronconi, direttore dell'Ufficio di cooperazione internazionale di polizia del ministero degli Interni e capo della sede italiana dell'Interpol -. Inoltre Pietro Cordone, l'ambasciatore italiano in Iraq, è responsabile dei Beni culturali all'interno dell'amministrazione provvisoria». Nonostante lo sforzo comune di specialisti e inquirenti, rimane, però, ancora poco chiaro il numero complessivo delle opere trafugate: «Per il museo di Baghdad si stima che siano stati rubati dai mille ai 3500 pezzi, di cui alcune centinaia già recuperati - dice Giuseppe Proietti, direttore generale per i beni archeologici al ministero dei Beni culturali -. E si sa di certo che sono spariti circa 40 notissimi pezzi di inestimabile valore. Per il recupero di queste opere siamo però abbastanza ottimisti, data la loro notorietà che li rende non commerciabili e l'attenta vigilanza della polizia di tutto il mondo».