L'obiettivo del Comune è farne un «salotto», un punto di aggregazione Melfi Proseguono i lavori di ristrutturazione, riqualificazione e arredo urbano alla piazza Duomo di Melfi. Iniziati nel novembre scorso sono seguiti con particolare attenzione e professionalità da parte delle maestranze impegnate anche sulle pietre rimodulate una per una, con disegni mutuati dalle decorazioni circostanti, vista la prestigiosa centralità di «un luogo fra civica aggregazione, memoria storica, evocazione liturgica e contemplazione estetica» che è quella antistante la Cattedrale di Melfi. Il sindaco Ernesto Navazio e l'amministrazione comunale, che è il committente dei lavori, si sono impegnati in «uno degli interventi urbanistici più delicati e complessi» della città federiciana, considerato che sull'area insistono due importanti opere monumentali: la Cattedrale unitamente al suo prestigioso campanile e il Palazzo Vescovile. Sottraendolo al traffico cittadino, il progettista, architetto Pierpaolo Fabbri, nella ristrutturazione ha voluto dare un volto diverso al luogo, facendolo diventare un salotto, un punto di aggregazione cittadina, un punto di aggregazione estetica, nonché un centro protagonista della vita religiosa e civile dell'intera città. La lettura fatta dal progettista è «finalizzata ad una armonica interazione dei significati storici ed architettonici, uniti a quelli della destinazione liturgica del maggiore Tempio diocesano». «Ciò che appare evidente e condivisibile - dice Don Ciro Guerra, delegato dei Beni Culturali Diocesani - è il collegamento tra passato e attualità condensato in moduli decorativi che non sconvolgono l'assetto raggiunto dalla piazza, ma con misura ed eleganza esaltano le opere che ne caratterizzano la stessa immagine. Si potrebbe dire - continua don Ciro - che la pavimentazione articolata e sobria dilati gli spazi ponendosi come elemento propedeutico e funzionale alla pacata comprensione della monumentale Cattedrale con la facciata tardo barocca e del notevole campanile, simbolo della Melfi normanna, nonché del settecentesco episcopio caratterizzato dagli ornati di pietra». Insomma un progetto che, visto nel suo complesso, collega con grande attenzione, le opere pubbliche di carattere religioso e gli spazi civici destinati ai cittadini. E' opinione unanime che l'impegnativo lavoro di ristrutturazione, riqualificazione e arredo urbano della piazza del Vescovado (ora Piazza Marconi ?) darà un volto nuovo alla storica piazza conservandone il sapore antico insieme ad una immagine che promuoverà il buon gusto ambientale e un modo nuovo di esaltare il passato. Occorre solo dare una ulteriore «spinta» per il completamento dei lavori in modo da restituire ai cittadini un «bene» a cui sono tanto legati. Un tempo, piazza Duomo, o del Vescovado era al centro e protagonista della vita cittadina, ora con la ristrutturazione ritornerà ad essere il salotto buono della città.