Dopo il restauro del Casino Nobile, la sistemazione dei giardini ò ancora un cantiere Il Servizio Giardini: «I lavori della soprintendenza ci rallentano. Pronti per maggio» «ORA VILLA TORLONIA è un cantiere a cielo aperto, è vero, ma entro la prossima primavera sarà un piccolo gioiello di questa città», dice Stefano Mastrangelo, direttore del Servizio Giardini Villa Torlonia, Cantieri aperti ed erba alta I lavori puntano alla ricostruzione del manto erboso e al rifacimento delle pavimentazioni dei vialetti «Interferiscono gli altri cantieri di restauro delle opere archeologiche della Soprintendenza» «Anche di operai quasi non se ne vedono vengono solo ogni tanto» dice il guardiano della villa Villa Torlonia è ancora un cantiere a cielo aperto. Erba alta, sterpaglie, edera che si arrampica sui ruderi diroccati e sulle tante recinzioni dei cantieri che cingono le aiuole da mesi, fanno da cornice all'appena restaurato Casino Nobile. Decine di segnali di pericolo e pochissimi spazi aperti al pubblico. I lavori di risistemazione del parco, dalla ricostruzione del manto erboso al rifacimento delle pavimentazioni dei vialetti, dovevano essere ultimati entro maggio 2006, e invece «bisognerà aspettare la prossima primavera, diciamo maggio 2007», spiega Stefano Mastrangelo, direttore del Servizio Giardini del Comune, secondo il quale «dopo la fine dei lavori sarà restituito alla città un piccolo gioiello». E intanto gli unici a popolare questa fitta vegetazione di erba e sterpaglie sono i gatti, che vivono indisturbati tra le canne di bambù. Casino Nobile e Casina delle Civette sono stati sistemati, ma anche lì intorno è tutto smontato con cumuli di terra e di ghiaia. Anche il Casino dei Principi è stato restaurato anche se è momentaneamente chiuso. ERBA ALTA, anzi altissima, oppure secca. Edera che si arrampica sui ruderi e sulle recinzioni dei tanti cantieri aperti. Un paesaggio desolante quello che si trova a VillaTorlonia in questi giorni di d'agosto. La villa è completamente deserta. Lungo i viali ancora da rifare si sente solo qualche fruscio dei rami degli alberi e il miagolio dei gatti. Sì perché la villa è una vera e propria colonia felina. Sono pochi, infatti, gli spazi aperti al pubblico, dove poter trovare un po' di tranauillità e dove potersi stendere al sole. Quasi tutta la villa è un cantiere a cielo aperto. A parte il Casino Nobile e la Casina delle Civette, e anche la Limonaia, dove è stato aperto un bar ristorante, tutto il resto è recintato. Addirittura, in certi casi, con il segnale di pericolo. Eppure su un cartello presente appena entrati nella villa, è scritto «Ultimazione dei lavori: maggio 2006». Ma, oltre le recinzioni nulla appare concluso, anzi. Evidentemente questi lavori, che vanno dalla ricostruzione del manto erboso al rifacimento delle pavimentazioni dei vialetti, dalla realizzazione di un impianto di irrigazione alla realizzazione di un nuovo sistema di smaltimento delle acque piovane e alla ricostruzione dei bordi delle aiuole, sono in forte ritardo. La parte dietro il Casino Nobile, quello che un tempo era la residenza privata di Benito Mussolini e della sua famiglia, è tutta smontata con cumuli di terra e di ghiaia qua e la. «Anche intorno al Casino dei Principi, nonostante questo sia già stato restaurato, è tutto recintato». Racconta così Lorenzo, l'anziano guardiano di Villa Torlonia, da quasi sei anni in servizio lì, mentre prima lavorava allo Zoo di Villa Borghese, dove governava e dava da mangiare agli animali. Il tempo previsto per questi lavori, per cui sono stati stanziati quasi un milione e mezzo di euro, come è scritto sul cartello all'entrata, dovevano essere realizzati entro un anno dalla data di consegna dei lavori, appunto maggio 2006. A spiegare questo ritardo è Stefano Mastrangelo, il direttore del Servizio Giardini del Comune, secondo il quale «nei lavori di risistemazione del parco interferiscono ali altri cantieri di restauro delle opere archeologiche e architettoniche, di competenza della Soprintendenza. Non possiamo mettere a posto i vialetti, se ci devono ancora passare i mezzi pesanti di trasporto dei materiali». Una volta terminati i lavori, continua Mastrangelo, «dovremo anche stabilire a chi spetta la gestione della villa». «È vero - conclude il direttore del Servizio Giardini del Comune - ora Villa Torlonia è un cantiere a cielo aperto, ma entro la prossima primavera sarà un piccolo gioiello di questa città». L'impressione, passeggiando per i viali della villa, è comunque di totale abbandono. Gli unici a popolare questa fitta vegetazione sono i gatti, che vivono indisturbati tra le canne di bambù. E qualche anziano del centro che ha sede all'interno di Villa Torlonia. L'atmosfera, poi, si fa alquanto spettrale davanti a quello che rimane del Teatro, racchiuso dall'alta vegetazione, e da dove parte una distesa di rada erba secca. «Di gente qui se ne vede molto poca. E quei pochi si lamentano di queste condizioni della villa», ricorda l'anziano guardiano, il quale aggiunge: «Evidentemente molti sanno dei cantieri e dei lavori in corso». Ma in realtà, «anche di operai quasi non se ne vedono, vengono solo ogni tanto».