Il codice di un successo. Il genio di Leonardo da Vinci nel refettorio di Santa Maria delle Grazie. «Ormai non registriamo un calo di visitatori da oltre due anni», ha spiegato Giuseppe Napoleone, direttore del Cenacolo. Oltre mille biglietti al giorno, che sarebbero di più se il pubblico non venisse «contingentato»: mai più di 25 persone ogni quarto d'ora, perché l'aria deve rimanere purissima. Il capolavoro è fragile. L'«Ultima cena» è il più grande tra i dipinti di Leonardo e il suo unico dipinto murale ancora visibile (eseguito per il duca Lodovico Sforza tra il 1494 e il 1497) Con la Pietà Rondanini di Michelangelo (l'opera incompiuta custodita al Castello Sforzesco e di recente ristrutturata), il Cenacolo è il maggiore catalizzatore di turisti della città. Un successo diventato fenomeno di massa dopo la pubblicazione del «Il Codice da Vinci» di Dan Brown: dagli americani ai giapponesi, tutti cercano di capire se l'Ultima cena nasconde veramente il ritratto del Santo Graal e soprattutto se l'apostolo Giovanni non è l'apostolo Giovanni, ma una donna. Maria Maddalena, sang real, madre dei figli di Gesù. Un fenomeno che ha spinto in molti a chiedere l'apertura fino alle 24. Il soprintendente Alberto Artioli è al lavoro per farcela già a settembre.