Tra labirinti di siepi, logge, terrazze e affreschi, la fontana dell'Organo di Villa d'Este a Tivoli torna a suonare dopo duecento anni. Quello che è stato definito «il restauro più importante dell'anno» dal ministro per i Beni e le Attività culturali Giuliano Urbani, presente ieri all'inaugurazione, fa parte di un ulteriore passo avanti verso il completo recupero del complesso monumentale voluto a metà del Cinquecento dal cardinal Ippolito d'Este, secondogenito di Lucrezia Borgia e di Alfonso I d'Este duca di Ferrara. Accanto all'organo idraulico, strumento raffinato che emette una melodia grazie alla pressione dell'acque e senza la presenza di un musicista che lo «percuota», è stata riportata agli antichi splendori anche la fontana della Civetta: qui il canto degli uccelli scaturisce da un delicato allestimento coreografico a opera di Emilio Farina, che ha restituito alla fontana l'idea dell'aspetto originario. «L'Italia recupera uno dei parchi storici più conosciuti nel mondo e che più hanno ispirato la fama dei giardini all'italiana ha detto Urbani perché non ci siamo limitati a intervenire sui singoli manufatti ma ci si è invece posti l'ambizioso obiettivo di recuperare la grandiosità della villa nel suo insieme, restituendo persino gli effetti sonori delle fontane perduti da secoli e ancora presenti nella memoria collettiva». Del restauro, costato fino a oggi circa 6 milioni di euro, di cui una buona fetta proveniente dai fondi del Lotto, hanno fatto parte anche gli affreschi del piano superiore della Villa, e quelli di due sale al piano sottostante, il mosaico della volta nei corridoi e l'intero porticato del cortile. Nel gennaio del 2000, l'installazione di un depuratore per ripulire le acque dell'Anione, aveva consentito un primo ritorno degli zampilli su alcune delle spettacolari fontane, come quella di Venere all'ingresso della Villa, amata da Franz Liszt e da Gabriele D'Annunzio. Dal fiume, infatti, grazie a una straordinaria opera di ingegneria idraulica, si alimentano tutte le fontane della celebre residenza estense. Oggi, con la fontana della Civetta e quella dell'Organo si è giunti a circa il 70 dei lavori in programma. «Ma per il totale recupero della struttura serviranno ancora un paio d'anni ha dichiarato Costantino Centroni, sovrintendente al Patrimonio storico e artistico del Lazio perché dobbiamo ancora intervenire su oltre mille metri quadrati di affreschi e cercheremo di riportare al loro aspetto autentico altre fontane che sono state del tutto snaturate», La futura utilizzazione di questi luoghi, secondo Urbani dovrebbe essere quella di ospitare eventi e spettacoli, lo stesso principio rinascimentale con cui la Villa fu concepita: «II nostro desiderio ha detto è quello di dare vita, su questo meraviglioso palcoscenico naturale, a stagioni musicali, teatrali e di danza. Ma un ambiente cosi prestigioso sarà anche messo a disposizione di summit internazionali». Nell'occasione sono state fornite anche alcune cifre sui restauri in corso in Italia: per i beni architettonici, i palazzi e le ville, nel 2002 sono stati previsti 621 interventi per 82 milioni di euro, di cui 450 già appaltati per una spesa di 56 milioni di euro. Quest'anno dovrebbero invece essere portati a termine 685 interventi con uno stanziamento di oltre 90 milioni di euro.
1962003 - A Tivoli torna a suonare la fontana. Dopo 200 anni
La fontana dell'Organo di Villa d'Este a Tivoli è tornata a suonare dopo duecento anni grazie a un restauro costato circa 6 milioni di euro. Il complesso monumentale, voluto da cardinal Ippolito d'Este nel Cinquecento, è stato restaurato per recuperare la sua grandiosità originale. La fontana della Civetta è stata riportata agli antichi splendori con un allestimento coreografico a opera di Emilio Farina. Il restauro ha anche riguardato gli affreschi, il mosaico della volta e il porticato del cortile. La villa sarà utilizzata per ospitare eventi e spettacoli, come stagioni musicali, teatrali e di danza.
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