«All'Agenzia servono 125 milioni» - «Ridurre l'Iva di un punto l'anno» «Diamoci da fare affinchè la ripresa di quest'anno non sia effimera» Le imprese turistiche dicono chiaramente «no» a qualunque ipotesi di introdurre nuove tasse o ticket. «Siamo decisamente contrari nei confronti di imposizioni che non hanno alcuna motivazione - dice a chiare lettere Costanzo Jannotti Pecci, 52 anni, presidente di Federturismo-Confindustria -. Quella delle tasse sui turisti è la strada sbagliata per risolvere problemi che sono di natura decisamente diversa». Una bocciatura piena, dunque, su ogni ipotesi di tassazione? «Nel modo più assoluto. Comunque c'è un problema di metodo. Quello dei ticket è un problema che deve essere affrontato nell'ambito della cabina di regia per il turismo che ha sostituito il Comitato bocciato dalla Consulta. In quella sede, ossia nell'incontro previsto per il 19 settembre, i rappresentanti dell'Anci e dell'Upi, cioè Comuni e Province, dovrebbero offrire soluzioni concrete e percorribili per la gestione dei flussi turistici in determinate aree problematiche.» Quindi un prelievo mirato potrebbe essere possibile? «Assolutamente no. Dobbiamo cercare soluzioni alternative al congestionamento di Venezia o di Capri. Il problema è di metodo. L'Italia non può permettersi di mettere una tassa sulla bellezza dei propri luoghi che, per principio, devono esser fruibili da tutto il mondo. Il Paese si troverebbe in una posizione assai difficile. Meglio studiare soluzioni mirate senza prendersela con i turisti.» Comunque il consenso tra i Comuni sembra allargarsi. «Non vedo perché dovremmo introdurre un nuovo balzello che rischierebbe di dare sì dei soldi ai Comuni, ma anche di costituire risorse che le amministrazioni possono poi dirottare altrove. Il rischio è che la tassa sul turista si risolva solo in un tappabuchi per altri problemi locali. E poi c'è un problema più generale di competitività.» Cioè? «L'offerta turistica italiana ha perso slancio perché abbiamo un'Iva turistica molto più alta dei nostri diretti concorrenti e scontiamo un elevato costo del lavoro. Non mi pare a questo punto il caso di introdurre nuovi elementi di tensione e confusione nel sistema. Ci sono già tanti nodi da sciogliere.» L'agenda della cabina di regia è nutrita? «Indubbiamente c'è tanto da fare e dobbiamo adoperarci per consolidare la ripresa di quest'anno, per evitare che sia effimera.» Cosa fare allora? «Sono molto contento che il ministro Francesco Rutelli abbia annunciato che a breve verranno nominati i nuovi vertici dell'Enit che sta diventando Agenzia e con personalità di spessore internazionale; spero anche che venga riconfermato l'attuale direttore generale, Eugenio Magnani, che è un tecnico di valore. Comunque serve una svolta radicale rispetto al passato con il decollo dell'Agenzia. Opportuno stabilire anche un aumento delle risorse. Incrementando di almeno 20 milioni l'anno la dotazione dell'Agenzia per raggiungere entro la legislatura almeno quella quota di 125 milioni di euro che costituisce in media il budget annuale degli enti nazionali di promozione turistica di Francia e Spagna. È inoltre necessario stabilire che, in parallelo, l'Iva turistica venga ridotta di almeno un punto l'anno. Mi auguro poi che le Regioni apportino risorse apprezzabili nell'ambito dell'Agenzia.» Le Regioni hanno promosso il ricorso alla Consulta che ha determinato la bocciatura del Comitato nazionale. «In prospettiva, nell'ambito del confronto politico sulla riforma della Costituzione, sarebbe opportuno che al turismo venga dato un ruolo strategico per l'intero Paese, evitando che su questo settore si scarichino conflitti tra Stato e Regioni.»
Intervista. Costanzo Iannotti Pecci Presidente di Federturismo Niente tasse né ticket sui turisti
L'Associazione Nazionale dei Comuni (Anci) e l'Unione Provinciale Italiana (Upi) hanno espresso la loro opposizione a qualsiasi ipotesi di tassazione sui turisti. Il presidente di Federturismo-Confindustria, Costanzo Jannotti Pecci, sostiene che la tassazione sui turisti non è la soluzione per risolvere i problemi del turismo. Invece, si deve cercare di ridurre l'Iva turistica e aumentare le risorse dell'Agenzia per la promozione del turismo. Jannotti Pecci sostiene che l'Italia non può permettersi di mettere una tassa sulla bellezza dei suoi luoghi e che il Paese dovrebbe studiare soluzioni alternative al congestionamento di aree turistiche.
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